Home Cronaca Carlo Priolo (RM): “J’accuse (Io accuso)”

Carlo Priolo (RM): “J’accuse (Io accuso)”

"LA VERITÀ SULL'AFFARE SUI FIGLI ESPROPRIATI AI GENITORI E SULLE MAMME CONDANNATE PER AVER DIFESO I PROPRI FIGLI, LA SAPRÀ SOLTANTO QUANDO UN'INCHIESTA CHE STO CONDUCENDO AVRÀ CHIARITO E SCOPERTO L’ORRORE"

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Scritto, dall’avvocato Carlo Priolo.

“Signor presidente, permettetemi, grato, per la benevola accoglienza che un giorno mi avete fatto, di preoccuparmi per la Vostra giusta gloria e dirvi che la Vostra stella, se felice fino ad ora, è minacciata dalla più offensiva ed inqualificabile delle macchie. Avete conquistato i cuori, Voi siete uscito sano e salvo da grosse vendette. Apparite raggiante nell’apoteosi di questa festa patriottica che volge verso nuove elezioni, compiaciuto delle imbarazzanti alleanze Vi preparate a presiedere al trionfo solenne della nostra ritrovata legalità con un Governo finalmente eletto, che coronerà la fine di un periodo opaco, un periodi di risanamento, di libertà e di verità”.

“Ma quale macchia di colma ingiustizia sta per abbattersi sul Vostro nome, sul Vostro regno, quell’abominevole affare dei figli sequestrati ai genitori! Per ordine di un Consiglio di Guerra i trafficanti sono stati scagionati, ignorando la verità e tutte le prove, ma soprattutto è stata condannata una mamma che ha difeso suo figlio, contro il tiranno, abbattendo la scure contro un bambino per salvare il carnefice”.

“È finita, l’Italia ha sulla guancia questa macchia, la storia scriverà che sotto la Vostra presidenza è stato possibile commettere questo CRIMINE SOCIALE verso 40.000 bambini, MA ANCHE VERSO UN MINORE E LA SUA MAMMA. E poiché è stato osato, oserò anche io. La verità, la dirò io, poiché ho promesso di dirla, se la giustizia, regolarmente osservata non la proclamasse interamente. Il mio dovere è di parlare, non voglio essere complice. Le mie notti sarebbero abitate dallo spirito dell’uomo innocente che espia laggiù nella più spaventosa delle torture un crimine che non ha commesso”.

“Ed è a Voi signor presidente, che io griderò questa verità, con tutta la forza della mia rivolta di uomo onesto. E a chi dunque denuncerò se non a Voi, primo magistrato del Paese? Per prima cosa, la verità sui processi e sulle condanne di genitori e figli. Personaggi malvagi ed indegni di giudicare gli altri hanno agito contro le leggi della biologia del diritto vivente, hanno condotto e fatto tutto”.

“La verità sull’affare sui figli espropriati ai genitori e sulle mamme condannate per aver difeso i propri figli la saprà soltanto quando un’inchiesta che sto conducendo avrà chiarito e scoperto l’orrore”

“Appare come lo spirito più fumoso, più complicato, ricco di intrighi romantici compiacendosi al modo dei romanzi feuilletons, carte sparite, lettere anonime, appuntamenti in luoghi deserti, soggetti misteriosi che spiano, intercettano, pedinano, accaparrano prove durante gli appuntamenti. Ora pensano di impaurirmi perché mi hanno imputato, hanno dettato l’elenco dei reati che avrei commesso. Sono armato di una lanterna e di una penna, ma posso scoperchiare il porto delle nebbie e proiettare sul viso dei reprobi un brusco raggio di luce e sorprendere così il loro crimine nel momento del risveglio”.