Lo scrive, Carmelo Abbate (giornalista – Storie Nere): “lei è una bambina. Lei aveva una mamma. Aveva un papà, una casa, una famiglia. La sua famiglia. Non ce li ha più. Lei è stata strappata via dai suoi genitori. Lei è seduta davanti a loro. Lei continua a non capire. Lei è solo una bambina. Loro sono in tanti. Sono quelli che fanno tutto per il suo bene. Lei dice che non si ricorda perché non può più vedere la sua mamma e il suo papà. Loro rispondono ma non ti ricordi che hai detto che non volevi più vedere tuo padre? Lei non si ricorda. Loro dicono che aveva detto proprio questo. Lei dice che non ha mai detto questo. Loro dicono certo che lo hai detto, hai detto che avevi paura. Loro insistono. Loro dicono che non può non ricordare. Lei non si ricorda. Loro continuano. Lei non si ricorda. Loro la rassicurano. Non deve avere paura, quello che dirà al giudice non lo verrà mai a sapere suo padre, nemmeno sua madre. Lei non si ricorda. Loro dicono che quando le avevano detto che non avrebbe più visto il padre lei era contenta. Lei dice che non le viene in mente questo. Una di loro le chiede se vorrebbe incontrare la mamma e il papà. La bambina risponde che le piacerebbe, anche per rivederli, anche fisicamente. La bambina dice che ogni tanto le capita di piangere perché le mancano gli abbracci del papà”.
“Loro sono assistenti sociali, medici, psicologi, liberi professionisti, politici, legati alla rete dei servizi sociali della Val d’Enza, Reggio Emilia. Loro allontanavano i bambini dalle famiglie, per darli in affido ad amici e conoscenti, attraverso un giro losco di denaro. Due bambini sarebbero stati abusati all’interno di queste nuove famiglie. I bambini venivano sottoposti a lavaggio del cervello, suggestionati attraverso impulsi elettrici, la macchinetta dei ricordi. Loro falsificavano i disegni dei bambini, ci aggiungevano dettagli a carattere sessuale e facevo scattare le denunce contro i genitori per abusi. Loro nascondevano e non consegnavano le lettere e i regali dei genitori. Loro sono 16 persone, 6 sono state arrestate, le altre sono indagate”.
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Credit photo, “Non lasciarmi”



