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Cateno De Luca, ha abbandonato il confronto tra i sette candidati a sindaco di Messina

ORGANIZZATO DA TEMPOSTRETTO.IT, ALLA SALA MONSIGNOR FASOLA

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Questa mattina l’onorevole Cateno De Luca, ha lasciato il dibattito organizzato da tempostretto.it perché ha contestato il fatto gravissimo che il candidato a sindaco Dino Bramanti avesse prima le domande rispetto agli altri candidati.

Spiega De Luca:”ho visto per caso gli appunti del prof. Bramanti ed ho notato che aveva già le domande che sono poi state poste durante il dibattito con le risposte già (da lui?) preparate. Gli organizzatori avevano assicurato che avremmo avuto lo stesso tempo per esprimerci su determinati temi ma non erano stati anticipati quali sarebbero stati gli argomenti. Ho chiesto davanti a tutti a Bramanti di far vedere il taccuino ma non lo ha fatto, confermando i miei sospetti. Questo fatto è gravissimo perché aiutare un candidato rispetto agli altri è scorretto, mira a falsare il confronto e, soprattutto, rischia di mortificare tutti quei professionisti dell’informazione che fanno invece correttamente il proprio lavoro”.

Ha aggiunto Cateno De Luca: “la medesima situazione si è verificata per il sondaggio lanciato da tempostretto.it tra i suoi lettori di tutto il mondo. Tale consultazione, sia pure discutibile sotto il profilo tecnico, ha confermato il gradimento assoluto nei miei confronti, mentre il professore Bramanti era terzo e poi magicamente secondo con un pacchetto di mille voti farlocchi beccati prontamente dai tecnici di tempostretto.it ed eliminati il giorno dopo. Comprendo che ancora la sig.ra Brancato sia rimasta legata al suo amore di cinque anni, fa tale Francantonio Genovese, ieri mentore e sponsor di Felice Calabrò, oggi di Dino Bramanti. Lo comprendo umanamente, ma non posso giustificarla”.

E De Luca, conclude: “a nulla è valsa la mia richiesta al proprietario del giornale, Pippo Trimarchi, di chiedere a Bramanti di rendere pubblico il contenuto del suo taccuino con la mia disponibilità a chiedere pubblicamente scusa se mi fossi sbagliato. Altri del pubblico hanno chiesto a Bramanti di rendere pubblico il contenuto del taccuino, ma egli, sorpreso con le dita nella marmellata, si è prontamente rifiutato. Evviva la legalità e la democrazia”.