Due importanti organizzazioni sindacali, la Faisa Cisl e la Orsa Autoferro Tpl, diffondono questa nota congiunta nella quale evidenziano che: “con comunicati stampa strumentali continua la narrazione di ATM azienda perfetta e ogni dissenso è definito -falsa informazione da campagna elettorale- proprio da quel versante politico che sul mantra di -ATM fiore all’occhiello della città-, fonda la propria campagna elettorale, con tanto di dipendenti ATM candidati nelle proprie liste”.
“Lavoratori usati come promoter di Partito in una propaganda politica di bassissimo livello, consumata nei talk show locali con ospiti fissi che lievitano ambiguamente fra la politica e il sindacato e dietro il paravento del loro ruolo tirano la volata ai candidati raccontando di un’azienda tanto perfetta da rendere inoperoso il sindacato. Le scriventi OO.SS. che per missione statutaria hanno unicamente la tutela dei lavoratori e non cedono alle lusinghe di assessorati e promesse di poltrone, restano a debita distanza dalla campagna acquisti per le prossime elezioni amministrative e confermano le preoccupazioni per la gestione dell’azienda e i futuri risvolti”.
“Orsa e Faisa hanno più volte chiesto al sindaco Accorinti e alla dirigenza aziendale di fare chiarezza certificata sulla reale situazione economica della partecipata ma la risposta resta evasiva, si limita ai comunicati stampa finalizzati alla propaganda ma a nessuno è dato sapere se il debito storico è stato risanato o se l’efficienza decantata è servita anche a trascinare i bilanci aziendali fuori dal rosso cronico, pertanto se ad ogni ritardo delle sovvenzioni pubbliche corrisponde la mancata erogazione degli stipendi il dubbio s’insinua”.
“Intanto i dipendenti ATM si trovano nella spiacevole condizione di pagare puntualmente, attraverso trattenute in busta paga, le rate per cessione del quinto dello stipendio, deleghe in busta paga, trattenute per Mutui e/o prestiti a vario titolo ma ATM, almeno dallo scorso mese di agosto, non gira le somme alle finanziarie che a loro volta si rivalgono sui lavoratori chiedendo il saldo del debito pregresso e minacciando l’applicazione d’interessi aggiuntivi. L’assessore Cacciola, nonché candidato alle prossime elezioni, ha promesso che risponderà punto per punto alle associazioni che descrivono ATM gravemente indebitata ma fino ad oggi abbiamo ascoltato solo spot elettorali e assistito a sfilate di bus stile ventennio, omettendo di precisare che le sovvenzioni pubbliche per i mezzi nuovi sono state intercettate da altre amministrazioni”.
“I conti economici reali restano mistero, l’azienda continua ad affermare che -bisogna chiedere ai lavoratori se il dramma era prima o adesso- ma a quali lavoratori si dovrebbe girare la domanda? A una delegazione selezionata? Magari a quel gruppo cui è stato ordinato di fare numero alla presentazione dei bus elettrici mentre erano pagati, con soldi pubblici, come fossero regolarmente in servizio? E’ vero che alcuni dipendenti sono allineati alla narrazione di efficienza e orgoglio di appartenenza ma sono semplici lavoratori o altro?”.
“Nessuno parla ma è di pubblico dominio che in ATM si garantisce pace sociale compiacendo le organizzazioni sindacali -collaborative- attraverso promozioni ad personam, basta consultare le carte aziendali per evincere che tutti i rappresentanti sindacali graditi e collaborativi con questa gestione hanno fatto carriere insperate e senza precedenti, anche attraverso semplici ordini di servizio, senza alcuna selezione, con un principio di presunta meritocrazia valutato in modo unilaterale dal -capo- e la dove, per facciata, si è ricorso a una forma di selezione, si conoscevano con largo anticipo i nomi dei prescelti secondo il colore della maglia”.
“Per non parlare delle nuove assunzioni attraverso agenzia interinale per cui alcuni consiglieri comunali hanno denunciato la -coincidenza- di assunti imparentati con rappresentanti sindacali e della politica cittadina. E’ questa la trasparenza? L’onestà? L’orgoglio di appartenenza che ha pervaso i lavoratori? I rappresentanti sindacali con percorsi preferenziali nelle carriere sono lo strumento con cui ATM si garantisce il silenzio connivente, ovvio che poi i sindacalisti -favoriti- perdono di vista il ruolo di rappresentanza dei lavoratori, si trasformano in protezione aziendale e si spendono nel ruolo di sponsor mediatici dei candidati a sindaco”.
“Chi invece non si allinea finisce nell’occhio del ciclone con una sequela di provvedimenti disciplinari pretestuosi tesi a imporre il bavaglio al dissenso, le sanzioni fantasiose contro i lavoratori -liberi- sono ormai una costante che non lascia spazio a dubbi”.
“Fortunatamente oltre alla Legge autoritaria dell’ATM esiste anche il Tribunale del Lavoro che fino a oggi ha sempre condannato e resi nulli i provvedimenti disciplinari inflitti con la sufficienza figlia dell’arroganza del potere. Emblematico il caso del segretario Provinciale di settore dell’Orsa, Giovanni Burgio, oggetto di continui procedimenti disciplinari strumentali la cui somma avrebbe prodotto risvolti drammatici fino alla retrocessione del parametro con ricadute sul salario, per sancire il principio per cui i -kapò- fanno carriera e i -ribelli- perdono il parametro ma il Tribunale del lavoro, con sentenza n°563/2018 ha dichiarato -cessata la materia del contendere- ed ha condannato ATM alle -refusione delle spese di lite in favore del segretario dell’Orsa-, ma c’è di più; la -Commissione di disciplina aziendale- improvvisata in ATM per punire il Burgio e terrorizzare i -dissidenti- era illegittima, mai ufficializzata con decreto di nomina, così come dichiarato dal Dipartimento regionale del lavoro (vedi allegato)”.
La Giustizia ufficiale ha condannato sistematicamente ATM anche per aver tentato di risparmiare sui diritti acquisiti di quei lavoratori che secondo la propaganda sarebbero orgogliosi e pervasi da un rinnovato senso di appartenenza ma di fatto affollano i tribunali con contenziosi contro l’azienda:
In materia di differenze retributive sul parametro acquisito, le cause sono circa 60, ad oggi circa 40 sentenze sono tutte di condanna per ATM e per ciascuna di esse è previsto un importo corrisposto e/o da corrispondere ad ogni singolo lavoratore pari a € 3.500/4.000 euro. In violazione della sentenza ATM spesso non paga i risarcimenti ordinati dal giudice e i lavoratori devono richiedere l’esecuzione forzata;
In materia di omessi scatti di anzianità ATM è stata condannata a un rimborso di circa 2.500/3.000 euro (incluse le spese) per ogni lavoratore ricorrente. Anche qui esiste il problema di ulteriori spese, con soldi pubblici, per le esecuzioni forzate in risposta al mancato pagamento spontaneo;
In materia di -massa vestiaria- hanno intrapreso la via legale circa 200/220 lavoratori, dei quali alcuni hanno già ottenuto sentenze di condanna per ATM, il costo medio per ciascuna posizione (comprensiva di spese) si aggira su circa 1.600 euro per lavoratore. Anche in questo caso si aggiungono i costi relativi all’esecuzione forzata;
In materia di sanzioni disciplinari e ricorsi al TAR per la mancata consegna dei documenti, concluse anch’esse con la condanna di ATM, è in corso l’iter per l’esecuzione forzata del recupero delle spese.
“Gestione sommaria, provvedimenti disciplinari pretestuosi, diritti negati e ottenuti solo attraverso il giudice, carriere personalizzate per i sindacalisti, bilanci aziendali misteriosi, propaganda di basso livello, commissioni disciplinari illegittime composte da sindacalisti e rappresentanti aziendali per punire i lavoratori fuori dal coro… è questa l’azienda perfetta da cui dovrebbe ripartire il buon governo della città?”.



