Dalla odierna seduta della Commissione Bilancio di Palazzo Zanca, convocata con all’ordine del giorno la costituzione dell’Agenzia per il Risanamento è emerso un clima da scontro tra i commissari e l’Amministrazione comunale. Molti rappresentanti d’Aula hanno manifestato la volontà di creare questo nuovo soggetto ma hanno avanzato dubbi e perplessità sui quali dalla Giunta non hanno risposto in modo ufficiale.
Del resto lo aveva in un certo senso previsto o forse auspicato lo stesso sindaco Cateno De Luca che in un post su Facebook quasi a voler mettere le mani avanti evidenziava (coinvolgendo in tutto il discorso anche il presidente del Consiglio comunale Claudio Cardile) che i componenti dell’Aula facessero ammuina. Comunque l’Agenzia (il soggetto che assorbirà le competenze in materia di sbaraccamento dell’Iacp e dello stesso Municipio, così come il ricollocamento dei 2.200 nuclei familiari -dati di un censimento del 2002-) alla fine avrà disco verde ma non con la facilità pensata dal primo cittadino.
A prendere la parola, sono quasi tutti i presenti, essi hanno messo in risalto le loro perplessità sui tempi, sui modi sulla fattibilità economica, la costituzione dell’Agenzia, la nomina del Consiglio d’Amministrazione ed eventuali conflitti tra il Comune e l’Istituto Autonomo Case Popolari.
Non sono servite ai consiglieri, le dichiarazioni apparse sul social di De Luca, con le quali ha cercato di fugare i dubbi.
A loro comunque ha risposto il dottor Federico Basile presidente del Collegio dei revisori dei Conti (il cui mandato scadrà alla fine di agosto) che ha riferito: “l’Agenzia si crea, grazie ad una norma regionale che ci invita a costituire, ma non siamo noi a costituirla. Essa accorperà le competenze del Comune e dell’Iacp, con una dotazione iniziale atta sia alla costituzione che all’avvio”.
Basile ha continuato: “qualora il consiglio deciderà di costituirla, dobbiamo sapere che sarà una ulteriore Società partecipata che andrà a sommarsi a quelle già esistenti che l’Amministrazione avrebbe voluto eliminare ma non lo ha ancora fatto”.
Riguardo alla forma giuridica, il presidente ha chiarito che si tratterà di un Ente pubblico non economico senza scopo di lucro, che ha come obiettivo l’agire secondo criteri di economicità improntati al pareggio di Bilancio. I chiarimenti, non hanno fatto mutare la ritrosia dei consiglieri, che non rinvenivano negli atti un Piano industriale e si domandavano se vi sia la reale copertura finanziaria essendo il provvedimento legato ai residui della Legge 10 del 1990.



