Oggi pomeriggio, in collegamento a “La Vita in Diretta” nello spazio curato da Marco Liorni è stato ospite del programma pomeridiano di Rai 1 Guglielmo Mollicone il papà di Serena la ragazza uccisa ad Arce in provincia di Frosinone l’1 giugno del 2001.
Guglielmo in questi giorni ed anche in studio, ha detto: “ci sono state mosse da scacchisti per nascondere la verità sulla morte di mia figlia. Per fortuna però, la Procura della Repubblica di Cassino grazie alla consulente dottoressa Cristina Cattaneo (anatomopatologa) nominata nel 2016, sembrerebbe essere pervenuta a delle conclusioni importanti”.
Ed ancora: “il suo corpo, ha parlato ed è emerso che l’avrebbero strattonata, picchiata e colpita alle gambe. Il suo viso, sbattuto sulla porta (dell’alloggio dell’ex comandante della locale Caserma dei carabinieri) posta sotto sequestro”.
Serena Mollicone, quell’1 giugno di sedici anni fa si trovava in Caserma, probabilmente perchè voleva presentare una denuncia, ma questo fù occultato, per tale motivo il dottor Luciano D’Emmanuele (procuratore capo) e il sostituto Maria Beatrice Siravo hanno iscritto nel registro degli indagati oltre a Franco Mottola, alla moglie Anna ed al loro figlio Marco, anche l’appuntato Francesco Suprano che pur sapendo della presenza della ragazza in Stazione lo ha taciuto. Indagato poi, anche il luogotenente Vincenzo Quatrale, per l’ipotesi che egli abbia istigato al suicidio il collega Santino Tuzi.
Quel giorno, dopo un litigio la vittima venne trasportata presumibilmente agonizzante, con un sacchetto in testa con mani e piedi legati, nel vicino boschetto di Anitrella, una frazione vicino a Monte San Giovanni Campano. Gli inquirenti ora, stanno cercando altri riscontri al fine di poter corroborare anche in sede processuale un eventuale quadro accusatorio che possa resistere al dibattimento d’Aula. Da quì, discenderebbe il motivo per il quale sono previsti dei riscontri calligrafici sul registro delle presenze della struttura militare.
Domani, saranno celebrati i nuovi funerali sulle spoglie della vittima, una esigenza comprensibile del padre, visto che nel corso della prima funzione fù prelevato sotto gli occhi di tutti, dai carabinieri.


