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Dopo la ripresa eruttiva dell’Etna e dello Stromboli, gli occhi sono puntati su un altro Vulcano

A FARE PIU' PAURA E' IL MARSILI

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Dopo la ripresa dell’attività eruttiva alcuni giorni prima di Natale, dell’Etna e dello Stromboli, i due Vulcani siciliani collegati tra di loro a far paura torna nuovamente anche il Marsili.

Si tratta di un gigante sommerso, ritenuto il più grande Vulcano attivo d’Europa, lungo 70 chilometri, largo 30 e alto 3000 metri. La sommità di questo vero e proprio “mostro” della geologia si trova a circa 450 metri di profondità nelle acque del Mar Tirreno fra le coste di Calabria, Campania e Sicilia. La sua scoperta risale al 1920, venne intitolato a Luigi Ferdinando Marsili ma resta tuttora poco conosciuto. Gli esperti però, ne parlano da diversi anni con sempre maggiore attenzione, nel secondo semestre del 2017 e nei primi sei mesi del 2018 si sono moltiplicati i segnali della sua attività.

Il CNR, lo ha messo tra i sorvegliati speciali sin dal 2005 avendolo considerato estremamente pericoloso dal momento che per le sue elevate dimensioni potrebbe essere in grado di generare maremoti di notevole capacità distruttiva. Il timore, riguarda l’intensificazione dell’energia espressa da questo sistema vulcanico, unitamente alla creazione di nuove fratture, un conseguente collasso della struttura perciò fa aumentare la probabilità che vi siano eventi pericolosi.

Da quanto è possibile consultare in rete, naturalmente considerando una variazione della forza della materia espulsa e del tipo di eruzione si pensa che possa verificarsi un eventuale tsunami con onde alte fino a 8-10 metri, le quali si infrangerebbero sulle rive delle tre regioni interessate dalla presenza del Marsili in un tempo compreso tra i 20 ed i 60 minuti. Il preavviso quindi, sarebbe minimo. Le prime ad essere interessate da un fenomeno del genere sarebbero le Isole Eolie. In questo momento, di lui non si parla, è nascosto sotto l’acqua, ma non dormiente.