E’ on line su…, www.change.org, la petizione per il reintegro immediato della scorta al Capitano Ultimo. L’iniziativa, è sostenuta anche dall’attore Raoul Bova che ha diffuso un video-messaggio.
Ecco il testo, da sottoscrivere: “la mafia, prima ti lascia solo, e poi ti uccide. Evidentemente i Superiori del Colonnello De Caprio, che vogliono dietro ad una scrivania, demansionato, dequalificato e senza giusta tutela, non lo ritengono un bersaglio facile. Ma qui siamo di fronte a colui che ha arrestato un pericoloso latitante esponente di Cosa Nostra. E non solo. Ultimo non è un lacchè, un paggio, o un inserviente. È un servitore dello Stato. E la diffidenza che lo circonda, la sfiducia nei suoi confronti, i sospetti fatti circolare ad hoc da troppi anni ci devono preoccupare moltissimo. Essi lambiscono la sua reputazione”.
“Mirano a distruggerlo personalmente e professionalmente. Bisogna sgombrare il campo, liberare da equivoci spiacevoli e insopportabili la sua nobile figura. Ed è imperativo categorico il suo diritto ad essere difeso. È sgradevole il comportamento di chi ha deciso di lasciarlo solo. Si tratta di una decisione laida e suicida. Che deturpa, ferisce e umilia un grande uomo dello Stato. La tempesta, un terremoto per togliere di mezzo ed eliminare un uomo scomodo che si è speso e si è donato senza risparmiarsi per assicurare alla giustizia il boss sanguinario più pericoloso d’Italia. Gli affronti, gli sfregi e gli insulti che stai ricevendo, feriscono tutti i cittadini onesti”.
“C’è, in generale, una negligenza, un menefreghismo, una noncuranza, e una trascuratezza che ci inquietano. Lo Stato è ammalato, agonizzante e malconcio nella lotta alla mafia se non è in grado di aiutare un suo fedele servitore. Nessuna decisione è irreparabile, irreversibile e irrevocabile. L’ Arma o chi ne è preposto riveda presto questa decisione, impedisca nella maniera più assoluta, di intrappolare Ultimo nelle spira della mafia. Abbiamo bisogno di rettitudine, equanimità, dirittura da chi ci governa. Ora basta. Date sicurezza, fiducia, e speranza a Ultimo. Difendetelo, proteggetelo, senza condizioni. Con la consapevolezza che l’Italia ha, nei confronti di Ultimo e dei suoi uomini, un debito di riconoscenza che non può avere comparazioni. Noi continueremo a sostenere e ad appoggiare Ultimo, per caldeggiare un diritto inalienabile e fondamentale di Ultimo, e non una cortesia, sia ben chiaro a tutti. Tutto ciò è indegno di un Paese civile, che grida vendetta davanti al cospetto di Dio e davanti agli uomini. Gli ultimi”.
Nel frattempo è stata infatti fissata per oggi, 3 dicembre, l’udienza (innanzi al Tar) per la trattazione collegiale della situazione con la procedura prevista dal rito e la discussione in Camera in camera di Consiglio… i magistrati hanno dato asilo al ricorso presentato dal legale Antonino Galletti, che afferma: “le nostre ragioni sono state accolte in sede d’urgenza e questo dimostra che il colonnello De Caprio vive in una condizione di pericolo concreto”.
Il Decreto dei giudici amministrativi, definisce in modo inequivocabile che: “sussistono i presupposti di estrema necessità e urgenza; che occorre accogliere l’istanza di misure cautelari monocratiche ai fini della sospensione degli effetti dell’impugnato provvedimento di revoca del dispositivo di protezione”.
All’interno della… -Comunicazione di avvio del procedimento di revoca, ai sensi dell’art.7 della legge 241/1990- poteva leggersi invece: “si comunica che, su conforme parere della Commissione Centrale Consultiva per l’adozione delle misure di protezione personale, di cui all’art.3 del DL 83/2002, convertito dalla legge 133/2002, è stato dato avvio al procedimento di revoca del dispositivo di 4° livello -tutela su auto non protetta- in atto a protezione della S.V., atteso che dall’istruttoria svolta in sede locale ed a livello centrale non sono emersi specifici indicatori di rischio riferiti alle ipotesi di pericolo o minaccia di cui all’art. 1 del DL. 83/2002, anche con riferimento agli episodi incendiari citati nella sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio n.8249/2019, che non sono risultati riconducibili alla Sua sicurezza personale, nè sono stati evidenziati ulteriori elementi che inducono a ritenere necessario il mantenimento di uno dei dispositivi di cui all’art. n.8 del DM 28 maggio 2003”.
Gli ermellini laziali, hanno perfettamente incluso nel proprio provvedimento, tutto ciò evidenziando la esistenza dei presupposti di estrema necessità e urgenza.



