Il capogruppo di Felice per Messina, Giuseppe Santalco, interviene sul confronto che riguarda lo strumento urbanistico cittadino, ed afferma: “ho ricevuto la mail dell’assessore De Cola che indica le modalità dell’obbligo di astensione sul Salvacolline in base al grado di parentela che un consigliere puo’ avere con proprietari di terreni e immobili interessati alla Variante. Ho scoperto che c’è un mio zio, quindi mi asterrò. Tra le 4.200 pagine che l’Amministrazione ha trasmesso con l’elenco di 63.500 proprietari ho però scoperto che anche il sindaco Accorinti ha 8 terreni nell’area interessata alla Variante al Prg. E anche l’assessore all’Urbanistica De Cola ha due nipoti, Federico e Giuseppe, figli del fratello e collega di studio Bruno. Val la pena ricordare che sia Accorinti che De Cola hanno votato almeno 3 delibere di giunta sulla Variante. Non si sono astenuti… io qualche quesito adesso me lo pongo”.
Il discorso, prosegue così: “non so se si possa ipotizzare, la violazione dell’articolo 16 della Legge regionale del 23 dicembre 2000 n°30, se vale per noi a maggior ragione deve valere per chi amministra, ad ogni modo, ecco alcune degli atti votati in condizione di incompatibilità…
1-la delibera n°113 del 14 febbraio 2017 (peraltro approvata in giunta il giorno prima della votazione sulla sfiducia al sindaco, poi bocciata). Nel verbale risulta votata sia da Accorinti che da De Cola;
2-la delibera n°98 dell’8 febbraio 2017, votata da entrambi;
3-la numero 834 del 18 maggio 2017 (assente Accorinti, presente De Cola);
4-la delibera 687 del 26 settembre 2017, che amplia i confini della Variante in seguito ad un emendamento presentato dallo stesso Santalco che evidenziava alcune carenze in questa direzione (votata da Accorinti e De Cola).
Sempre l’esponente politico ricorda che: “adesso dovremmo trovarci ad affrontare un dibattito senza il dirigente che la Salvacolline ha seguito, e ci sarà in Aula un dirigente che non conosce il provvedimento. Inutile ricordare poi le perplessità del Genio civile, le indicazioni negative della CUC (Commissione Urbanistica Comunale), o ancora il no corale degli ordini professionali, di Sicindustria, di Legambiente, dei sindacati, dello stesso M5S, di CapitaleMessina. L’Amministrazione con pervicacia sta proseguendo su una strada che è l’esatto opposto della condivisione. C’è persino una raccolta di firme contro i danni che saranno causati a chi risiede nella Zona Q”.
Santalco conclude: “quando ho chiesto all’assessore mi è stato risposto che non c’erano soldi e l’incarico è stato affidato alla Regione che chissà quando lo realizzerà. Mi chiedo a questo punto, ma perché non attingere al Masterplan per avere finalmente uno studio di questo genere? A fronte di tutte queste premesse io invito l’assessore a non mettere la polvere sotto il tappeto ed a ritirare la delibera”.



