Con questa lettera aperta, il Laboratorio -Messinaccomuna- scrive al primo cittadino Cateno De Luca ed ai raprresentanti consiliari di Palazzo Zanca, affermando che: “martedì 23 il sindaco sarà al Ministero dell’Interno, per chiedere notizie sul riequilibrio finanziario di Messina, attendendo nuove dal Ministero per capire che fare. A quanto si intende sarebbero emersi nuovi debiti fuori bilancio e il sindaco vuol sapere se puo’ o meno inserirli nel Piano di riequilibrio”.
Secondo la Corte dei Conti (linee-guida di maggio 2018) il Comune di Messina puo’ -riformulare-, e non solo -rimodulare- il Piano: “visto che lo stesso non è stato ancora approvato da Ministero e Corte se ne puo’ modificare la struttura, includendovi nuovi interventi, misure, valutazioni. Nella riformulazione si possono inserire le -nuove- comunicazioni relative a rapporti conclusi prima del 2014. Se invece il debito emerso riguarda rapporti avviati dopo il 2013 la loro inclusione nel Piano di riequilibrio è meno scontata. È possibile che questi eventuali debiti debbano essere affrontati col bilancio triennale 2019-2021 senza includerli nel Piano -riformulato-, anche se il sindaco fa bene a chiedere questa opportunità”.
“Non è chiaro perché questa condizione metta così gravemente a rischio la stabilità del Comune di Messina. A quanto ammontano i -nuovi- debiti (originati e non solo manifestatisi dopo il 2013), precedentemente non comunicati alla Ragioneria? La precedente riformulazione del Piano (immotivatamente bocciata dal Consiglio) censiva una riduzione di ben 80 milioni circa del debito (effettivo, da partecipate e potenziale), attestata dal parere del Collegio dei Revisori. Già questo avrebbe consentito il recupero di circa 20 milioni nel solo biennio 19-20, per cui ci sarebbe ampio margine (pur con tagli ai servizi) per recuperare eventuali -nuovi- debiti anche nel bilancio di previsione 2019-2021. La riformulazione del Piano a venti anni offre ampi spazi di manovra e di assorbimento di eventuali nuovi debiti”.
“Le valutazioni vanno fatte con numeri correttamente intesi. È già stato chiarito che le passività di ATM non sono state a nessuno occultate e trovano totale copertura tra le risorse del bilancio aziendale e il Piano di riequilibrio. Questo sereno e severo scrutinio della situazione va effettuato con attenzione e ponderazione, nell’interesse della Città e dei cittadini”.



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