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Il Tribunale del Riesame di Messina (Presidente Maria Giuseppa Scolaro, a latere Alessia Smedile e Chiara Di Dio Datola) sciogliendo la riserva assunta all’esito della odierna discussione, ha disposto la revoca del divieto per la famiglia del 13enne disabile

IL CASO, E' STATO FATTO CONOSCERE IL 6 DICEMBRE SCORSO, DALLA ATTRICE MESSINESE MARIA GRAZIA CUCINOTTA

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Potrà rientrare a casa la famiglia del tredicenne con disabilità pischica, allontanata per un’accusa di stalking. Il caso aveva suscitato clamore nei giorni scorsi dopo che l’attrice messinese, Maria Grazia Cucinotta, aveva denunciato il caso, appellandosi alla magistratura perché ritirasse il provvedimento che aveva determinato di fatto prodotto effetti gravemente destabilizzanti sul precario equilibrio psichico del figlio minore della coppia, purtroppo affetto da grave disabilità. Dopo le denunce di una coppia di vicini, infatti, la scorsa settimana la gip Maria Militello aveva disposto il divieto di avvicinamento per i genitori del 13enne a meno di 500 metri di distanza. Provvedimento che di fatto aveva costretto la famiglia a trasferirsi dal complesso Linea Verde, un complesso residenziale nella zona nord della città di Messina.

Il Tribunale del Riesame di Messina (Presidente Maria Giuseppa Scolaro, a latere Alessia Smedile e Chiara Di Dio Datola) sciogliendo la riserva assunta all’esito della odierna discussione del ricorso proposto dagli avvocati Antonio Amata e Nino Favazzo, avverso la ordinanza con cui il Gip di Messina aveva disposto il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri di Roberto Costa e Veronica Cutroneo ai coniugi Bernava-Leotta, ha revocato la misura cautelare, il cui mantenimento è stato richiesto oggi dal Pubblico Ministero titolare delle indagini, oggi presente in udienza. L’incubo assalì il nucleo familiare, costretto a lasciare nottetempo la casa di abitazione, ottenendo provvisorio ricovero presso un parente, è durata poco meno di una settimana.

“Non conosciamo ancora la motivazione della ordinanza di accoglimento del ricorso – hanno dichiarato gli avvocati difensori Favazzo ed Amata – ma riteniamo che le argomentazioni poste a sostegno delle ragioni di insussistenza della condotta di stalking oggetto della incolpazione provvisoria, siano state ampiamente condivise dal Collegio, così comportando la revoca immediata della misura cautelare. Non vi è dubbio che tra le due famiglie vi siano stati e ci siano contrasti di varia natura, che hanno portato a denunce reciproche e reiterate nel corso degli anni, ma che ciò potesse essere qualificato in termini di stalking è subito apparso, a questa difesa, difficilmente sostenibile. Ciò era già stato evidenziato al Gip in sede di interrogatorio di garanzia, cui, richiamando la copiosa documentazione prodotta, si era chiesto, inascoltati, la revoca della disposta cautela. Il risultato oggi ottenuto, anche per la autorevolezza del Giudice da cui proviene e per la celerità della pronuncia, restituisce ai nostri assistiti ed a quanti sono stati loro vicini in questo difficile momento, la fiducia dagli stessi da sempre riposta nella Giustizia. Ci auguriamo che la decisione di oggi possa esser di monito per chi non ha agito con la sensibilità che il caso imponeva, rivolgendo le proprie accuse anche e soprattuto all’indirizzo di un minore disabile, incurante di procurare allo stesso un sicuro ed estremo disagio”.