A quanto pare, la vicenda non è ancora chiusa del tutto: all’uomo di 55 anni D.D.L. che il 16 settembre del 2019 era stato incarcerato con l’accusa di aver avuto rapporti non protetti con almeno 4 donne alle quali non disse mai di essere affetto da Aids, cosa che una di loro, la sua ex compagna (S.G. 45 anni) avvocatessa di Messina dalla quale ebbe anche un figlio, pagò con una morte in silenzio… tra indicibili sofferenze… per anni senza diagnosi fino all’ultimo istante di vita nel luglio del 2017.
Alla chiusura dell’inchiesta, con una decisione che lascia tutti esterrefatti, il gip Valeria Curatolo ha ritenuto che “le esigenze cautelari possono ritenersi affievolite”, pertanto ha deciso di scarcerare il 55enne concedendo gli arresti domiciliari. Il provvedimento esteso dalla giudice per le indagini preliminari, non è stato ben visto dai componenti della Procura della Repubblica ed Essi prontamente lo hanno contestato tramite l’aggiunto Giovannella Scaminaci e il sostituto Roberto Conte, depositando un Ricorso al Tribunale del Riesame, ritenendolo… “errato, contraddittorio e non supportato da una effettiva motivazione”.
Ricordiamo che le attivita’ istruttorie che hanno dato inizio alla vicenda permettendo di far luce sul decesso della sua ex compagna, sono partite dalla denuncia presentata dalla sorella (della vittima) anch’Ella avvocata. L’uomo si era reso responsabile anche di un diverso caso con un’altra donna al nord ed indagato anche per questo, ma assolto per insufficienza di prove che potessero comprovarne la sua colpevolezza. Le accuse a lui rivolte, sono di lesioni personali gravissime, omicidio e maltrattamenti in famiglia.
La dottoressa Curatolo, attuando la sua scelta ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari e l’applicazione del braccialetto elettronico.



