Mi chiamo Emanuela Natoli e ho fatto parte per alcuni anni del cosiddetto movimento Cinque Stelle in cui credevo (oggi con tante, tantissime esse, e poche “telle”, se volessimo parafrasarlo, viste le continue epurazioni degli attivisti pentastellati eletti alle Camere, decise nei loro confronti in quanto rei di opinioni non allineate; si pensi poi alle continue virate di opinione dei suoi leader, ad ogni forte cambio di vento) ho dedicato molte delle mie energie e tempo a questo progetto perché lo ritenevo uno strumento a disposizione dei cittadini e dell’intera comunità per raggiungere gli obbiettivi di pieno sviluppo economico per una società il più possibile sana, una società diversa da lasciare ai nostri figli… ai miei. Ma qualcosa è cambiato e ho deciso di prenderne le distanze, profondamente amareggiata, quando io stessa ho visto con i miei occhi (come tanti altri, del resto ) il tradimento di alcuni valori condivisi.
Tradimento abbastanza evidente e messo in luce dal comportamento ambivalente tenuto da alcuni vertici o capi ispiratori: si pensi al tema dei vaccini ed alla politica della profilassi vaccinale declinata in una obbligatorieta’ indirettamente coercitiva e legata alla teoria della immunita’ di gregge; si pensi alla sovranita’ monetaria, alla zona Euro per la quale i vertici pentastellati chiedevano un tempo a gran voce un referendum (improponibile, per altro), per garantire la possibilità’ di una uscita dell’Italia dalla moneta comune (annuncio pubblico nel 2014, e poi ancora nel 2018). Valori politici e sociali che per tanti anni sono stati il collante e la linfa del movimento, in cui mi riconoscevo. E come tanti, in cui credevo, salvo poi constatare la incoerenza delle azioni e decisioni dei vertici rispetto al sentire sul territorio, una volta espresso con vigore.
Io sono un’attivista civile; faccio azioni civiche, e sono Presidente di una associazione di promozione sociale vicentina, mi batti da anni per la tutela dei diritti dei fanciulli e dei loro genitori, rivendicando il diritto alla scelta genitoriale in ambito familiare, di cura, affetto, crescita ed educazione, e mi batto contro gli abusi degli affidi (gli abusi, non la istituzione in se’), dando il giusto peso al ruolo genitoriale, e difendendo da anni chi ha bisogno, e dando voce a chi voce non ha, schiacciato da una macchina burocratica che talvolta si dimostra insensibile, spietata, e che invece di tutelare, talora sembra alimentarsi di carne innocente da movimentare e maneggiare, sottraendo i figli ai propri genitori anche in assenza di reali condizioni di incuria genitoriale (lo scandalo di Bibbiano e’ innegabile, essendovi state addirittura indagini giudiziarie).
Io rivendico la necessita’ di maggiore attenzione e sensibilita’ nei confronti delle famiglie e dei bambini, che hanno tutto il diritto a crescere con i loro genitori e solo comprovate ed irrecuperabili situazioni di incuria familiare giustificano un affido, una soluzione che deve restare estrema, rara e non diventare una ordinaria amministrazione, o addirittura possibilità’ di malaffare ed atteggiamenti criminosi per favorire case famiglia o laute remunerazioni di professionisti dell’ambito psicologico. Io non mi diverto ma SOFFRO con tante famiglie che si cerca di aiutare, e GIOISCO con loro quando un bambino/a viene restituito alla sua mamma e /o al suo papà”, se prima era stato allontanato/a ingiustamente. A chi mi mi accusa di divertirmi… dando informazioni lacunose sulla mia biografia, ed ignorando in malafede il lavoro di promozione sociale che svolgo con abnegazione da tanti anni, lo fa spinto da quali motivi?
Forse dagli stessi motivi che impediscono ad un aderente di un Partito o di un movimento politico, di essere obiettivo e critico verso una posizione espressa dalla maggioranza, che sacrifica la ragione e la obiettivita’ dei fatti in ossequio al potere ufficiale del Partito? Il dissenso in seno ad un gruppo e’ sempre una risorsa, se misurato, equilibrato nei toni e soprattutto costruttivo e rispettoso delle regole condivise, siano esse scritte oppure non scritte ma tacite.
Una voce di Partito, quando non accetta il dissenso che si sviluppa in esso, e non gode piu’ del contributo del dissenso misurato ed equilibrato, e finisce con lo schiacciarlo e reprimerlo, allontanando la verita’, la onesta’ intellettuale, per glorificare se stesso, essa in realta’ prepara le basi – piu’ o meno consapevolmente – per un disegno politico totalitario ammantato da ipocrita e menzognera democrazia (un autentico Partito “democratico”, significa un partito che si fonda sulla crazia del demos, sul “Kratos” del “popolo”, il potere di governo del popolo, attraverso i suoi rappresentanti eletti, oppure un potere di governo esercitato direttamente).
Una ideologia e organizzazione politica che si professa democratica e che tuttavia soffoca il dissenso – disconoscendo o censurando o minimizzando per opportunismo la verità dei fatti – in realta’ senza saperlo mortifica se stessa, la etimologia stessa delle sue radici, e mortifica la esistenza della civilta’ tutta, degradando l’essere umano a ingranaggio di una macchina che vuole immolare l’individuo, la sua soggettivita’, in nome della volonta’ del partito, al di la’ dei bisogni naturali e connaturati nell’individuo. La ideologia politica lo considera allora sacrificabile, e lo fa in nome della sua ideologia imperante, mai criticabile, mai opinabile, mai discutibile, e che assurge al ruolo di una direzione oligarchica, dallo stampo tecnocratico e dalla veste religiosa. Verso la quale la critica diviene un delitto di lesa maesta.
Da Aristotele e Platone, passando attraverso gli antichi Romani fino a Rousseau, alla Rivoluzione Americana e Francese poi, non possiamo dimenticare le parole del Presidente Abramo Lincoln nel suo celebre discorso di Gettysburg, prima di essere assassinato, e pronunciato nel 1863:
“(…) La Democrazia del popolo, dal popolo, per il popolo”.
E prima ancora di lui, Lajos Kossuth (1802-1894) nobiluomo ungherese, giornalista ed avvocato, il quale nel 1852 in visita negli USA, ed ancora prima di Lincoln dunque, disse ai deputati:
“The Spirit of or Age Is Democracy. All for the people, and all by the people. Nothing about the people without the people. That Is Democracy”!
Chi scrive che mi diverto, e diffonde informazioni fuorvianti su di me, disconoscendo il lavoro di volontariato, il mio calore e la mia lucidita’ nello stare vicino alle famiglie in difficolta’, alle madri e padri che hanno subito ingiustamente allontanamenti dei minori (in assenza di certa e fondata incuria genitoriale, per via di semplici sospetti), ma soprattutto chi non riconosce la verita’ dei fatti, i provvedimenti delle misure cautelari decise dalla Autorita’ giudiziaria (questa e’ cronaca, agli atti, innegabile), e non riconosce la possibilità’ che alcuni operatori istituzionali/liberi professionisti, al servizio dei minori, possano o potrebbero aver fabbricato dati falsi, ricordi e verita’ fittizie, per manipolare evidenze (disegni) o le stesse emozioni e la psiche dei bambini, manipolando ricordi e la loro memoria,affettiva e cognitiva, allo scopo di allontanarli progressivamente dai loro genitori, ha gia’ dimenticato le persone, il popolo, e tradito la stessa Democrazia, e lo stesso spirito piu’ autentico ed originario di quel partito “democratico” nel cui nome dice di vivere e battersi.



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