Home Cronaca La tragedia di Cisterna di Latina, affrontata a “Storie Italiane”

La tragedia di Cisterna di Latina, affrontata a “Storie Italiane”

IL PROGRAMMA, DI ELEONORA DANIELE SU RAI1

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Eleonora Daniele, questa mattina nella trasmissione da lei condotta, “Storie Italiane”, ha  affrontato la vicenda relativa alla tragedia di Cisterna di Latina nella quale ieri il carabiniere Lugi Capasso 44 (anni) ha prima sparato tre colpi di pistola alla moglie Antonietta Gargiulo (39) e successivamente ha ucciso nel sonno le due figlie, Alessia (12) e Martina (8) oltrechè sè stesso.

Tra gli ospiti in studio: “Gianettore Gassani (avvocato familiarista), Andrea Biavardi (direttore del settimanale Giallo) e Roberta Bruzzone (criminologa)”.

Nel corso della puntata è emerso che la donna sopravvissuta alla furia omicida dell’ex marito dovrà probabilmente essere operata alla mandibola. Purtroppo per lei, quando si sveglierà e sarà cosciente dovrà affrontare la triste realtà di non avere più le sue bambine.

La signora, un mese fa, aveva chiesto in commissariato che il Capasso non si avvicinasse ne a lei ne alle sue figlie fino alla data dell’udienza (la prima) di separazione, prevista alla fine di marzo ma questa sua volontà non è stata accolta dalle forze dell’ordine che in tale circostanza si sono rivelate fin troppo assenti.

Il 4 settembre 2017, l’inizio di della rottura ed una vita piena di pericoli per Alessia e Martina, a raccontarlo è l’avvocato della Gargiulo, Maria Concetta Belli che ha sottolineato: “l’uomo, aggredì la consorte prima davanti ai colleghi (allo satabilimento della Findus, sul posto di lavoro, poi nella stessa giornata a casa, davanti alle figlie). Alla fine di quell’episodio, la moglie lo cacciò di casa, presentando inoltre il 7 settembre un esposto”.

“L’appuntato, le chiese implorandola di non denunciarlo, aveva 90 giorni per trasformare l’esposto in una denuncia a tutti gli effetti e lei scelse di non farlo anche per non arrecare problemi economici a tutto il nucleo familiare. Lui, si impegnò ad andare da uno psicologo, per frequentare un percorso di genitorialità. Le ragazzine, cominciarono gli appuntamenti dagli assistenti sociali. La più piccola di esse, alla domanda dell’operatrice se -volesse o meno vedere papà-, sembrava soggetta a traumi, non parlava e faceva soltanto no con la testa”.

Ha continuato e terminato il legale: “la grande invece, sembrava inizialmente più conciliante, per allontanarsi poco tempo dopo perchè riteneva il padre ossessionato dalla gelosia in quanto chiedeva sempre della madre”.