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Matteo Salvini, indagato per la vicenda della nave Diciotti dai pm di Agrigento

IL VICE PREMIER, AFFERMA: "NON CI FERMERANNO, E' UNA VERGOGNA"

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Riguardo l’inchiesta aperta sui migranti trattenuti contro la loro volonta’ a bordo della nave Diciotti, c’e’ da annotare una importante novita’ non e’ piu’ contro ignoti ma a carico di persona nota, ovvero il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Per tale ragione, il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio che ha aperto originariamente il fascicolo lo trasmettera’ al Tribunale dei ministri di Palermo.

Le ipotesi di reita’, per le quali oltre a Salvini e’ sotto inchiesta anche il capo di Gabinetto del Viminale sono: “sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio’.

Il vice premier, ha ricevuto la notizia mentre presenziava ad un Comizio a Pinzolo in Trentino alla Festa della Lega ed ha sottolineato: “possono anche arrestarmi, ma non fermeranno mai la voglia di 60 milioni di italiani. Gia’ abbiamo dato fin troppo. Non e’ piu’ possibile vivere in un paese dove dieci giorni fa e’ crollato un ponte sotto il quale sono morte 43 persone e non c’e’ indagato nessuno ed invece indagano un ministro che difende la sicurezza della nazione. E’ una vergogna”.

Adesso dunque, la Procura ordinaria di Agrigento non ha piu’ titolo a contestare l’eventuale commissione dei reati ai due indagati, perche’ li avrebbero compiuti nell’esercizio delle loro funzioni.

Ed in un comunicato dell’Ufficio inquirente agrigentino vi e’ scritto: “la procura di Agrigento trasmette alla procura di Palermo -per il successivo inoltro- al Tribunale dei ministri della stessa città. Una trasmissione doverosa”.

“Tale procedura, prevista ed imposta dalla Legge costituzionale 16/1/89 n. 1, permetterà, con tutte le garanzie e le immunità previste dalla medesima Legge, di sottoporre ad un giudice collegiale specializzato. Le condotte poste in essere dagli indagati nell’esercizio delle loro funzioni, uno dei quali appartenente ai qualificati soggetti indicati all’articolo 4 della norma costituzionale”.

Il procuratore aggiunge: “com’è noto, infine, ogni eventuale negativa valutazione delle condotte di cui sopra dovrà essere sottoposta alla autorizzazione della competente Camera dei deputati”.

La svolta si e’ avuta oggi pomeriggio, a margine della odierna audizione al Palazzo di Giustizia di Roma, del responsabile del Dipartimento per le Liberta’ Civili e l’Immigrazione Gerarda Pantalone e del vice Bruno Corda.

I due, entrambi prefetti, ascoltati da Patronaggio e dal suo sostituto Sslvatore Vella hanno ricostruito tutta la filiera di comando degli ordini partiti e recepiti dalla Diciotti. Alla fine dell’interrogatorio, vi e’ stato quel che i giudici hanno definito un atto dovuto, l’iscrizione nel registro degli indagati di Salvini.