Il Cas, eletto a stipendificio e bancomat, facendo leva sull’utilizzo di fondi pubblici distribuiti a pioggia, tutto a beneficio di dipendenti e dirigenti compiacenti. Un sistema ingrassato e consolidato nel tempo, il cui peso gravava sulle spalle della Regione Siciliana. La struttura della Direzione investigativa antimafia, guidata dal dottor Renato Panvino, ha puntato dritto questo modus operandi non legale dando seguito all’esecuzione di 12 misure interdittive decise dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina.
Si ipotizza, che i destinatari (tra cui anche un noto sindaco) dei provvedimenti giudiziari, abbiano commesso a vario titolo i reati di: truffa, falso e peculato.
Nel Comunicato delle Forze dell’Ordine intervenute, è possibile leggere ancora: “dalle prime luci dell’alba personale della Direzione Investigativa Antimafia di Messina, unitamente al Centro Operativo di Catania, a seguito di una laboriosa e complessa attività investigativa protrattasi per un lungo periodo, sta eseguendo il provvedimento di applicazione di misure cautelari personale e reali – emesso dal g.i.p. del Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha coordinato le indagini – nei confronti di nr.12 (dodici) soggetti tra Dirigenti e dipendenti del Consorzio per le Autostrade Siciliane”.
Per poi concludere, in tal modo: “maggiori dettagli dell’operazione verranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 10.30 presso la Sezione Operativa D.I.A. di Messina, in via Monsignor D’Arrigo n. 5, alla presenza del procuratore della Repubblica f.f. Vincenzo Barbaro, del procuratore Aggiunto Sebastiano Ardita, e del sostituto procuratore Stefania La Rosa”.

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