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Morte di Viviana e Gioele: “martedì 25 Agosto sarà effettuato l’esame autoptico sul piccolo”

LO HA RIFERITO IERI E GIOVEDÌ SU FACEBOOK, NICODEMO GENTILE, UNO DEI DUE LEGALI DEI GENITORI DELLA DJ MORTA INSIEME AL FIGLIO LO SCORSO 3 AGOSTO A CARONIA

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Morte di Viviana e Gioele: “martedì 25 Agosto sarà effettuato l’esame autoptico sul piccolo”. Lo ha riferito ieri e giovedi’…, sul suo profilo Facebook l’avvocato Nicodemo Gentile, legale dei genitori della dj deceduta con il figlio, lo scorso 3 agosto a Caronia.

Ha proseguito Gentile, insieme al collega Antonio Cozza: “in una vicenda dove ancora mancano -punti fermi- speriamo che la medicina legale riesca a chiarire definitivamente il reale accadimento dei fatti”.

LE RICERCHE SONO UNA COSA SERIA E IL SUGO PER IL PRANZO

“Forse oggi c’è soprattutto da chiedersi come sia stato possibile non vedere il corpicino di Gioele, a poca distanza da sua madre, e durante ben sedici giorni di ricerche. Le battute in zona sono state molte, con un dispiegamento di tanti uomini tra vigili del fuoco, polizia, carabinieri, forestali, corpi speciali ed unità cinofile, per poi arrivare al ritrovamento avvenuto grazie ad un volontario, dopo sole 5 ore di ricerche”.

“E purtroppo non è la prima volta che accade. Il caso più clamoroso è stato sicuramente quello di Yara Gambirasio, il cui corpo fu rinvenuto in un terreno da un appassionato di aeromodellismo, quando in quell’area, nei mesi precedenti, le ricerche erano state eseguite con l’impiego di svariate forze dello Stato. Ma dobbiamo ricordare anche il caso di Elena Ceste, rinvenuta dopo nove mesi dalla sua scomparsa, a due passi da casa, da alcuni dipendenti comunali impegnati nella pulizia del canale. E non possiamo neanche dimenticare il caso di Eleonora Gizzi, l’insegnante di Vasto, il cui corpo fu ritrovato casualmente sotto un ponte autostradale che – a quanto dire! – era stato a lungo ispezionato”.

“Queste evidenze, allora, devono farci riflettere sulle modalità con cui vengono condotte le ricerche nel nostro Paese: sicuramente qualcosa non funziona nelle procedure d’intervento, per cui è diventata un’esigenza non più procrastinabile quella di intervenire e di potenziare questo settore con metodi europei, evoluti, moderni e ancora più professionali. Al di là di questi dubbi ed osservazioni, vogliamo denunciare anche l’amarezza per le pesanti indiscrezioni che stanno emergendo circa la vita privata e lo stato di salute di Viviana, che purtroppo non può più difendersi. La donna stava sicuramente vivendo un periodo di reale affaticamento, ma non è emerso allo stato nessun elemento, neanche indiretto o latente, che possa far presupporre l’intenzione della stessa di uccidere suo figlio. Questa ipotesi dell’omicidio-suicidio appare forzata ovvero il -commodus discessus-, la facile via d’ uscita, in considerazione del fatto che sembra assai improbabile che Viviana avrebbe percorso oltre 100 km per lanciarsi poi da un traliccio della corrente (che non costituiva sicuramente la meta del suo viaggio) avendo tra l’altro a disposizione il terrazzo di casa e senza sottovalutare neanche il fatto che, la mattina prima di uscire, aveva messo in preparazione il sugo per il pranzo con marito e figlio”.

“In certe circostanze, in assenza tra l’ altro di una indispensabile quanto completa, valida e professionale relazione psico/ socio/ familiare e di risultati qualificati di natura medico / legale, sarebbe preferibile, da parte di tutti, il silenzio e il rispetto per due morti così dolorose e per le loro famiglie”.