Home Cronaca Movimento Più Italia (Frosinone): “I bambini non si toccano”

Movimento Più Italia (Frosinone): “I bambini non si toccano” [Video]

E' QUESTO IL TITOLO DELLA MANIFESTAZIONE TENUTASI MARTEDI', DURANTE LA QUALE SABRINA SOSTER HA ESPOSTO IL CASO DELLA FIGLIA DI 9 ANNI MALATA DI CUORE ED INSERITA IN CASA FAMIGLIA

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Il Movimento Più Italia nel Lazio, ha tenuto martedi’ (pomeriggio) scorso la manifestazione dal titolo: “I bambini non si toccano”.

In questa circostanza ha partecipato anche la signora Sabrina Soster, alla quale hanno sottratto la figlia di 9 anni (malata di cuore) inserita in Casa Famiglia.

La Soster, ha scritto sul suo spazio Facebook: “le suore non vengono sospese o arrestate… se denunciamo, spariscono i nostri figli! Io non so dove sia mia figlia, vedrete se la trovo, ma se le succede qualcosa, dovrete pregare… molto… per la vostra di salute! Vaticano e Stato italiano mi fate schifo”!

“Mi vergogno di vivere in Italia, dove le assistenti sociali come secondo lavoro, dovrebbero fare il -mestiere- di… senza che specifico, anziché avere come straordinari gli sporchi guadagni sui bambini”!

Ai microfoni messi a disposizione dagli organizzatori, hanno parlato tre donne (tra cui la stessa Sabrina) a cui hanno tolto i loro bambini. Si tratta di storie diverse, accomunate da un identico dolore, quello di conoscere che all’interno di una Casa Famiglia (gestita da un ordine ecclesiastico femminile) i loro bambini erano maltrattati. La vicenda è venuta alla luce, grazie alle denunce formalizzate da una donna di Latina alla quale nel maggio scorso i magistrati tolsero la bimba di nove anni portandola al Centro di Accoglienza del frusinate. In questo momento, si sa che per gli esposti presentati dalla madre e per il clamore mediatico che si creato la minore è stata trasferita in luogo ora a lei sconosciuto.

Nel corso della iniziativa, ha detto la sua anche la mamma di Elena (il nome di fantasia) una bambina di Alatri che la suora responsabile di quella struttura di Frosinone faceva riposare in un letto bagnato delle sue urine. Poi è stato il turno di un’altra genitrice la quale ha evidenziato come il suo bambino affetto da sindrome di Tourette veniva picchiato, maltrattato e spesso la suora lo chiudeva per punizione in uno sgabuzzino costringendolo a farsi i bisogni addosso. Ad ascoltare tutto in piazza Risorgimento c’era anche il figlio, lui è voluto intervenire sottolineando oltre alle violenze fisiche, anche quelle psicologiche subite per colpa di una religiosa che all’epoca era la coordinatrice della struttura assistenziale. Su quanto accaduto, ci sono ancora indagini in corso.

La madre di Elena il 3 ottobre prossimo, dovrà compare in udienza presso il Tribunale competente per l’incidente probatorio.

Il presidente del sodalizio Fabrizio Pignalberi ha dichiarato: “mi chiedo come mai, dopo tutto quello che si è appreso, dopo aver trovato anche cibo avariato nella struttura non vengano presi provvedimenti atti alla chiusura della casa famiglia in questione”.