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Nove anni di tormenti, caratterizzano la vita di una mamma Giuseppina L., di Mistretta ma trasferitasi in Lombardia e di suo figlio che oggi ha più di 13 anni

UNA DONNA, CHE CHIEDE GIUSTIZIA PER SE ED IL PROPRIO MINORE

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Lo ha reso pubblico la mamma Giuseppina L., (originaria di Mistretta ma trasferitasi in Lombardia), nei mesi passati anche tramite alcuni video pubblicati su www.youtube.com che noi non diffondiamo per il rispetto della privacy dei soggetti coinvolti: “scrivo quello che la vita sta regalando in maniera del tutto gratuita a me e a mio figlio (M.), che ormai ha 13 anni.. (vicende molto delicate per ciò che sta subendo). Nel 2011 decido di separarmi dal mio ex (aguzzino), per Dipendenza on line dal Gioco King of Camelot (incentrato su Guerre e strategie che crea ossessione). Tutto era accompagnato da uso di alcool da parte sua, il che generava della violenza alla quale assisteva il minore che all’epoca aveva solo tre anni”.

“Grazie alle forze dell’Ordine (che tutt’oggi ringrazio sempre), decido dopo l’ennesima violenza subita e denunciata (con referto del pronto soccorso) di lasciare quella casa, con il mio bambino ci trasferiamo da una mia carissima amica. Dopo 15 giorni io trovo un bilocale per andare a stare con il mio bambino, ciò per arrivare alla prima udienza davanti al giudice con tutti i requisiti…! Partì una separazione Giudiziale per ben sei lunghi anni con provvedimenti urgenti e provvisori… attraverso i quali si disponeva il collocamento dei minore presso la madre, con visite del padre ii martedi e il giovedi, weekend alternati e la corresponsione di un assegno di mantenimento pari a 150,00 euro alla sottoscritta e 300,00 euro al bambino (sempre e solo sotto pignoramento). Più volte io, non volevo consegnare mio figlio (che ripeto all’epoca aveva solo 3 anni) al padre violento per paura, quindi dissi spesso al giudice portando anche delle prove (compreso il referto), evidenziando la vita che svolgeva quest’uomo…”!

“Negli anni mi sono ritrovata a cambiare tre avvocati d’ufficio, infatti nelle udienze non venivo tutelata. Il magistrato sentendomi più volte lamentare riuscendo a risultare parzialmente convincente, intimò al mio già coniuge che lo avrebbe potuto mandare al Sert. Da allora il suo legale (una donna), chiese una Consulenza Tecnica d’Ufficio (quella che poi ha rovinato la vita mia e di mio figlio). Vengo seguita malissimo, dai legali., dalla CTU emerge l’idoneità di entrambi i genitori, mentre in una seconda in riferimento alla mia persona si sottolinea… -mamma iper protettiva e accudente che fa ostruzionismo contro il padre-. Nella successiva Sentenza di separazione… datata 4 novembre 2016 iniziò il mio lunghissimo calvario, del dispositivo rimasero stupefatti anche i miei avvocati”.

Eccolo… PQM: “il giudice dispone il collocamento del minore presso il padre… la madre verserà un assegno di mantenimento in favore del ragazzino di euro 200,00. Io ero senza un lavoro, andavo avanti con saltuarie occupazioni. Inoltre si statuiva… -la madre prenderà il figlio presso l’abitazione del padre (30 km di distanza) il martedi’ e il giovedi’ con pernotti compresi e il weekend alternato”.

“Questa è stata solo la prima parte, mi informarono che avrei dovuto avere un CTP (Consulente Tecnico di Parte) per sostenere una ulteriore Consulenza decisa dai magistrati del Tribunale. Iniziai a raccontare il mio vissuto, l’esito fu molto neutro senza il riscontro di alcuna Ludopatia al mio carnefice che quindi poteva tranquillamente vedere il figlio”.

“Dopo un po’ di tempo, io ero sempre in difficoltà economica (pur lavorando all’epoca presso il presidente di una squadra di calcio come governante par-time, dove percepivo 800 euro al mese…). La famiglia per cui lavoravo, si trasferisce dopo un anno a Lecce perchè il mio ex capo era presidente della Società. Amavano sia me, che il mio bambino. Ero in quel periodo con un avvocato che non mi tutelava e decise di spedirmi in Sicilia (la mia terra d’origine), questo mentre mi trovavo con un Procedimento separazione aperto… così il padre mi denunciò per sequestro di minori. Mio figlio riuscì a fare solo la quarta elementare in Sicilia grazie al nulla osta -provvisorio- del giudice. Rientrai a Bergamo per la minaccia che volevano portarmi via mio figlio nel giugno 2016 (terminate le scuole). Intanto prima del mio rientro, faccio avanti e indietro dalla Sicilia per udienze e l’ennesima CTU”.

Seconda parte: “inizio (dopo tre avvocati che nel corso degli anni hanno fatto solo danni) a chiedere aiuto alla stessa avvocatessa che al principio effettuò il pignoramento del mio ex, per avviare le modifiche separative… nulla cambiò. Portai prove sul basso rendimento scolastico, ed interventi per vari episodi e malesseri di mio figlio presso il padre… il giudice disse che ero solo un pretesto per la madre. Premetto che in tutta questa mia situazione, avevo sempre interpellato i Servizi Sociali dal momento che volevo farli rendere conto della malvagità di quell’uomo… ma fu tutto vano”.

“A giugno del 2019 parte una convivenza all’insaputa di mio figlio dove il padre di punto un bianco si trasferisce da una donna molto più grande di lui, divorziata con tre figli di cui due maggiorenni e uno di 16…! La psicologa che fa il sostegno alle Bigenitorialità ha sottolineato che il mio ex ha voluto trovare una sostituta alla madre (ormai anziana) che si prendesse -cura- della situazione. Arriviamo al 13 giugno 2019 (con ricorso della sottoscritta) prima udienza di Divorzio. Troviamo in aula un giudice donna di 30 anni, specializzata in economia (chissà come mai) che emette anche in tal caso i primi provvedimenti urgenti e provvisori… sottovalutando la nuova convivenza e stabilendo un collocamento ed un altro cambiamento per mio figlio… ormai rovinato dal padre nella sua carriera scolastica”.

Questo quanto deciso: “affidamento del minore ai Servizi Sociali (del Comune di residenza del padre), con l’incarico di monitorare la situazione familiare soprattutto presso la casa paterna nella quale la madre si rifiuta di andare. Ad oggi i Servizi hanno lasciato il calendario di visite così come emergono dalla Sentenza di separazione. La sottoscritta a oggi per vedere il figlio paga 50,00 euro a settimana per il trasporto, nessuno ci sente. E’ atroce vivere e continuare a farlo così”.