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Open Fiber apprende con stupore della paventata class action nei suoi confronti promossa da un comitato di residenti della zona di Montepiselli, a Messina

MA LA SOCIETÀ, RIBADISCE DI NON AVERE MAI ATTIVATO CANTIERI IN VIA GELONE

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Open Fiber apprende con stupore della paventata class action nei suoi confronti promossa da un comitato di residenti della zona di Montepiselli. Come già precisato nelle scorse settimane, Open Fiber ribadisce che nell’area di via Gelone non sono presenti cantieri riferibili a ditte incaricate dalla stessa Open Fiber. È quindi del tutto arbitraria, non verificata e gravemente lesiva dell’immagine aziendale l’attribuzione a Open Fiber di criticità e disservizi ascrivibili ad altri soggetti.

L’azione promossa dal comitato cittadino e rilanciata dagli organi di stampa rappresenta un potenziale danno reputazionale nei confronti di un’azienda che nella sola città di Messina sta investendo in proprio 23 milioni di euro per il cablaggio interamente in fibra ottica di oltre 95mila unità immobiliari.

È dunque necessario fare immediata chiarezza per non ingenerare ulteriori strumentalizzazioni e dubbi nella popolazione. Occorre infatti sottolineare come l’avvio dei lavori, iniziato a marzo del 2018, è stato contraddistinto da numerose difficoltà, prima fra tutte le numerose (oltre 10) intimidazioni subite dalle ditte che operano per conto di Open Fiber in città. Tali atti delinquenziali, resi noti all’Amministrazione Comunale e denunciati all’Autorità Giudiziaria, sono sfociati in provvedimenti cautelari emessi nel maggio scorso dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia ed eseguiti dai Carabinieri della Compagnia Messina Centro.

Open Fiber non s’è quindi mai sottratta alle sue responsabilità prendendo immediati provvedimenti e scusandosi anche pubblicamente con la popolazione per i disagi subiti. Proprio per questo motivo, l’azienda si riserva di intraprendere ulteriori azioni a tutela della propria immagine.