Home Cronaca Per il legale, Carlo Priolo: “Voto di scambio politico-mafioso”

Per il legale, Carlo Priolo: “Voto di scambio politico-mafioso”

TRA IL PD PIU' M5S E LA STORICA "CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE – 90.000 EURO DI SOLDI NOSTRI"

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Scritto, dall’avvocato Carlo Priolo.

“Ma quale salvataggio”. Il Campidoglio commenta l’intervento della regione Lazio per la Casa Internazionale delle Donne, un contributo straordinario di 90mila euro stanziati con un atto della giunta a seguito dell’intimazione di pagamento inviata alla struttura dal Campidoglio. “Una trovata elettorale” per le assessore capitoline Laura Baldassarre (Politiche sociali), Rosalba Castiglione (Casa) e Flavia Marzano (Roma semplice) che invece rivendicano il tavolo permanente attivato con il direttivo della Casa delle donne per trovare una soluzione e scongiurare lo sfratto.

“Vogliamo valorizzare e salvaguardare questa esperienza, che ha rappresentato e rappresenta un punto di riferimento per tantissime donne. Ma non è certo il contributo offerto dalla Regione Lazio, pari a 90mila euro, che garantirà la Casa Internazionale delle Donne a fronte del debito di oltre 800mila euro accumulato con Roma Capitale per l’utilizzo della sede a Trastevere e che noi stiamo gestendo con un confronto serio. Lo stanziamento regionale, quindi, non rappresenta in alcun modo l’intervento -salvifico- sbandierato dal presidente Nicola Zingaretti” puntualizzano le assessore.

“Ricordiamo che il canone agevolato corrisposto dalla Casa Internazionale delle Donne a Roma Capitale per l’affitto di un immobile di proprietà comunale in zona Trastevere, abbattuto del 90% rispetto al valore di mercato, è pari a 87.770 euro l’anno. Questo significa che il Campidoglio rinuncia alla restante parte del canone garantendo al consorzio un contributo pari, ogni anno, a 790mila euro. Va inoltre segnalato che l’agevolazione è anche più consistente rispetto allo sconto dell’80% sul canone di cui godono le altre realtà sociali e culturali che utilizzano immobili capitolini” continuano le tre esponenti della Giunta Capitolina.

“Proseguiremo quindi il tavolo con le rappresentanze della Case Internazionale delle Donne per garantirne il futuro nel pieno rispetto delle norme. La situazione presenta un’articolata complessità, ma ascolto e confronto costituiscono gli strumenti che ci consentiranno di trovare una soluzione condivisa e funzionale. Vista la sua recente disponibilità, invitiamo il Governatore a dedicare la propria attenzione anche a tante altre associazioni impegnate nel sociale e nell’assistenza a disabili e anziani, che sarebbero ben liete di ricevere contributi straordinari per le loro attività” concludono le assessore.

Il voto di scambio del Governatore del Lazio Zingaretti e delle assessore del M5S Laura Baldassarre (Politiche sociali), Rosalba Castiglione (Casa) e Flavia Marzano (Roma semplice) rappresenta il furto più vergognoso ed infame di questi politici corrotti che si finanziano la campagna elettorale con i soldi dei contribuenti italiani. Il voto di scambio è praticato da organizzazioni criminali, spesso di tipo mafioso, d’intesa con gruppi politici: questa fattispecie nell’ordinamento italiano definisce il reato di scambio elettorale politico-mafioso.

Il 16 aprile 2014 il Senato ha approvato in via definitiva la modifica dell’art 416 c.p. che disciplina le sanzioni penali sul voto di scambio politico-mafioso. Il nuovo testo dell’articolo 416-ter prevede che chiunque accetti la promessa di procurare voti in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità (cancellato il termine “qualsiasi” riferito ad altre utilità) è punito con la reclusione da 4 a 10 anni mentre, nella vecchia formulazione, la reclusione era compresa da 7 a 12 anni. Votarono a favore della riforma: Sel, Scelta civica, PI, Autonomie, Gal, Ncd, Fi, e Pd. La Lega Nord si astenne, mentre votarono conto i senatori M5S (proprio a causa della diminuzione degli anni di condanna inizialmente previsti).

Il regalo elettorale di 90 mila euro (Zingaretti) più 790mila euro (Baldassarre, Castiglione e Marzano) potrebbero devolverlo ai genitori di quei 40.000 bambini prigionieri, invece che alle eleganti e benestanti signore della intellighenzia di sinistra. Sovente, i figli vengono sequestrati ai genitori perchè poveri.