Home Cronaca Sulla vicenda relativa alla nave Diciotti, ecco il commento dell’onorevole Elvira Amata

Sulla vicenda relativa alla nave Diciotti, ecco il commento dell’onorevole Elvira Amata

"SITUAZIONI DRAMMATICHE, PER LE QUALI BISOGNA DIRE NO ALLA COMPLICITA' AL MERCIMONIO DI ESSERI UMANI"

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Sull’emergenza che si registra in questi giorni intorno alla nave Diciotti della Guardia Costiera ferma da giorni in porto a Catania con molti migranti a bordo è intervenuta (al termine dell’ispezione ufficiale della Commissione sanità dell’Ars) la deputata regionale Elvira Amata che specifica: “siamo in presenza di una perpetua tratta di schiavi alla quale è necessario porre la parola fine, senza aggrapparsi a discorsi buonisti che, fino ad oggi, non hanno portato a niente di risolutivo. Questi uomini, donne e bambini, continuano ad affrontare anni di abusi, violenze, trattati come merce in estenuanti compravendite che si concludono con l’arrivo sull’ultimo barcone per viaggi in un mare diventato un cimitero”.

“Un ringraziamento alle forze dell’ordine, ai soccorsi e quanti impegnati nel prestare aiuto e garantire la sicurezza in questo complicato momento. Quello al quale l’Italia è costretta a partecipare da anni ormai, è un braccio di ferro intavolato da un’Europa che non intende davvero farsi carico del problema. Una comunità internazionale che si gira dall’altra parte, cercando di obbligarci a dare la vittoria a tavolino agli altri Stati comunitari, accogliendo indiscriminatamente tutti quanti fuggono dall’Africa, facendo leva sul sentimentalismo popolare. Così non si vince la guerra contro i trafficanti di uomini, non si offre una possibilità a chi è vittima di un dramma perpetuo. Per questo Fratelli d’Italia ha sempre sostenuto l’esigenza di intervenire alla radice operando un blocco navale a largo delle coste libiche e interventi localizzati al di là del mare”.

Conclude la Amata: “da madre, prima che da parlamentare, ho ascoltato e accolto con strazio le testimonianze delle giovani donne, poco più che bambine, bisognose di sostegno medico e psicologico. L’aiuto concreto non passa certo dalla resa a braccio di ferro con l’Europa; non con l’accoglienza indiscriminata che è l’obiettivo di mercanti di esseri umani i quali lucrano su questa situazione, avendo come obiettivo ultimo, proprio quello di portare la propria -merce- in Italia. E noi, di renderci complici di questo mercimonio di persone non abbiamo alcuna intenzione”.