Il sindaco di Messina Cateno De Luca e tutte le prodezze da lui fatte in piazza e sui social network… condannato dai giudici della Cassazione il 3 maggio 2019 per diffamazione (perche’ in un incontro con gli elettori a Fiumedinisi nel 2012 grido’ bastardi ai suoi oppositori)… che dice… calci in culo (sotto il Duomo al suo comizio dell’1 gennaio 2019); manda a fare in culo la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese (durante una delle sue dirette dal Coc della Protezione Civile quando nel 2020 vi era il primo lockdown per il Covid-19); fa la linguaccia al ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede (giugno 2020); da del coglione (il 16 dicembre 2020) in diretta (dal serbatoio Montesanto) su Facebook al direttore generale dell’Asp 5 Paolo La Paglia; fa la pernacchia al presidente della Regione Nello Musumeci (on line sabato 16 gennaio 2021).
In tutti i fatti citati ed accaduti, l’elemento comune consiste nel fatto che il malcapitato di turno viene messo alla berlina senza contraddittorio, quindi di fatto impossibilitato a difendersi.
Recentemente, il primo cittadino peloritano, ha fatto sapere in diretta… ai cittadini di volersi dimettere leggendo (giovedi’ 14 gennaio 2021) la sua lettera di dimissioni (presumibilmente protocollata secondo le sue affermazioni venerdi’ scorso presso la Segreteria Generale del Comune) che diverranno esecutive dopo 20 giorni… e potrebbe revocare ascoltando le sue parole se… cacceranno La Paglia dall’Azienda sanitaria provinciale e se attraverso la sua ordinanza ultra restrittiva (rispetto alla gia’ vigente zona rossa decisa dal governatore regionale Nello Musumeci sabato 9)… “Stiamo tutti a casa” (in vigore da oggi) dovesse abbassarsi la imponente Curva epidemiologica dell’epidemia da Coronavirus.
Nelle predette circostanze, si possono intravedere dei ricatti giocati sulla pelle delle persone, uno il suo nemico attuale il funzionario dell’Ente di via La Farina, gli altri tutti i cittadini messinesi.
Ma un sindaco dimissionario, puo’ adottare un Provvedimento contingibile ed urgente come quello che dalla giornata odierna produrra’ i suoi effetti?
La risposta, si puo’ rinvenire all’articolo 53 del Testo Unico Sugli Enti Locali che in modo incontrovertibile specifica che i sindaci dimissionari possono decidere solo su questioni ordinarie.
Il citato Atto ordinatorio di matrice #deluchiana dunque, oltre ad essere illegale ed incostituzionale perche’ come i Dpcm emanati dal premier Giuseppe Conte viola gli articoli dal 13 al 22 ed il 77 della Costituzione giusta statuizione del 16 dicembre 2020 da parte del giudice Civile del Tribunale di Roma attraverso la sua ordinanza N° 45986/2020 R.G. lo e’ perche’ emanato in violazione del D.Lgs. n. 267/2000 e s.m.i.!
Sabato scorso e’ stato pubblicato dalla Gazzetta del Sud a Pagina 17, un articolo del giornalista Nuccio Anselmo che ha comunicato l’avvenuta archiviazione attuata dal gip di Reggio Calabria Vincenzo Quaranta dell’esposto presentato da De Luca (dopo la sua scarcerazione a margine dell’arresto del novembre 2017 nell’ambito della presunta evasione fiscale da oltre 1,7 milioni di € che secondo i giudici della Procura della Repubblica messinese avrebbe compiuto tramite i suoi Caf Fenapi sui quali a Palazzo Piacentini la sede locale degli Uffici giudiziari peloritani… pende un Procedimento Penale).
La denuncia venne proposta dal De Luca, contro l’avvocato Cicala di Barcellona Pozzo di Gotto, alcuni consulenti tecnici, magistrati ed esponenti delle forze dell’ordine.
Sara’ questo, il motivo di tanta agitazione che evidentemente risalta ed ha colto Cateno De Luca?



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