«Un confronto con “Nessuno tocchi Caino” che non poteva essere più rimandato. Nessuna battaglia per la civiltà della pena può prescindere dal sostegno agli operatori e alla polizia penitenziaria. Nessuna legalità può esistere essenza difesa delle vittime. Nessun beneficio può essere concesso a chi non rinnega il proprio passato di violenza». Lo hanno scritto ieri su Facebook, i responsabili della ONG italiana, attiva internazionalmente, affiliata al Partito Radicale Transnazionale, il cui principale obiettivo è l’attuazione della moratoria universale della pena di morte e più in generale la lotta contro la tortura
I componenti di tale sodalizio…, hanno continuato e terminato così: «ma detto questo l’impegno per la civiltà della pena è un impegno per la legalità e la democrazia. Superando molti luoghi comuni si comprende che parlarsi è indispensabile… ci siamo confrontati su tanti argomenti e ci sono state anche delle sorprese…! È stata una esperienza importante e costruttiva, all’insegna dell’onestà intellettuale. Con Elisabetta Zamparutti, Rita Bernardini, Sabrina Renna, Sergio D’Elia, Antonio Coniglio».



