Assolto perchè il fatto non sussiste: “Il mio vice sindaco Salvatore Mondello, non era e non è un delinquente”. E’ stato il primo cittadino peloritano onorevole Cateno De Luca a scriverlo oggi su Facebook.
Ha specificato ancora De Luca: “sono contento per il mio vice sindaco che ha subito anche l’onta dei soliti giustizialisti a senso unico come Messinaccomuna – Accorinti e Sciacca che hanno chiesto le sue dimissioni con motivazioni in aperta violazione dei principi costituzionali della innocenza presunta fino al grado della Cassazione. Menomale che non mi sono mai fatto condizionare dagli incantatori di serpenti che ora dovrebbero almeno chiedere scusa confermando invece la mia fiducia nell’onestà del mio braccio destro, architetto Salvatore Mondello, che oltre a stimato e preparato professionista si sta rivelando anche un abile e lungimirante amministratore della nostra comunità”.
“Dopo la decisione della Corte di Cassazione, la Corte d’Appello di Reggio Calabria assolve il vice sindaco, arch. Salvatore Mondello, perché il fatto non sussiste. Nel tardo pomeriggio di ieri, la Corte d’Appello di Reggio Calabria, accogliendo le argomentazioni della difesa dell’arch. Salvatore Mondello, che ha reso spontanee dichiarazioni, ha assolto il professionista con formula piena (il fatto non sussiste), riconoscendo la correttezza dell’operato del professionista”.
“Dopo oltre sette anni, la Corte calabrese, ribaltando le sentenze di condanna dei giudici messinesi, ha messo fine ad un lungo calvario processuale. Il Comune di Messina, anche dopo la nomina dell’arch. Mondello nella carica di vice sindaco e assessore ai LL.PP., Urbanistica, Mobilità, ha confermato la costituzione di parte civile, deliberata dalla precedente Amministrazione”.
“L’arch. Mondello, accusato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, è stato difeso in maniera magistrale dal prof. Carlo Taormina e dell’avv. Giovanni Mannuccia, coadiuvati dal consulente tecnico di parte. In linea con il modus operandi che caratterizza la mia persona, non ho nulla da commentare a meno della consapevolezza che si è chiusa una vicenda a dir poco surreale e soprattutto nella piena coscienza di aver sempre svolto la mia professione con correttezza e scrupolo. Oggi, finalmente, tale comportamento, è stato confermato anche dai giudici”.



