“Abbiamo appreso solo oggi, che durante la trasmissione di Rai uno “Storie Italiane” andata in onda lo scorso venerdì 17 Aprile, dopo un primo spazio informativo gestito dalla conduttrice Eleinora Daniele con notizie false e tendenziose su un presunto corteo funebre di Rosario Sparacio, fratello del boss Luigi, c’è stato un ulteriore intervento fuori studio, di cui non eravamo a conoscenza, con dichiarazioni ancora più infamanti e deliranti nei contenuti contro la città di Messina le sue istituzioni. In questo secondo spazio, anche la giornalista Monica Leofreddi nelle vesti di opinionista in collegamento da Roma, ritornando a parlare di quanto avvenuto a Messina il sabato 11 aprile, riferisce di un funerale con 270 persone, definisce queste come azioni dovute alla paura della mafia e attacca direttamente le istituzioni locali articolando un ragionamento tendenzioso. Difatti, dopo avere falsamente affermato che si era svolto un funerale con 270 persone, la giornalista prima si chiede dove sono e cosa abbiano fatto le istituzioni per impedire tale assembramento e poi afferma che il fatto che non ci siano stati controlli dimostrerebbe che “la mafia purtroppo è ramificata nelle istituzioni”.
Questa è una vera e propria macchina del fango: “prima si costruisce la notizia falsa parlando di un funerale con la partecipazione di ben 270 persone, e poi si utilizza la notizia falsa per lanciare l’accusa dei mancati controlli e dimostrare in questo modo che le istituzioni e la città di Messina sarebbero corrotte dalla mafia e dalla malavita! Non posso accettare una simile reiterata offesa, non ci sto perché qui è in gioco l’onore e la rispettabilità di una città intera e delle sue Istituzioni che, oltre dal Sindaco, sono rappresentate anche dal Questore e dal Prefetto! A questo punto ogni trattativa con i vertici Rai, iniziata dopo le loro scuse alla città, è interrotta, noi non chiediamo spazi di notorietà, per noi la dignità della nostra comunità è più importante e presenteremo querela contro la trasmissione e le giornaliste coinvolte, chiederemo l’intervento dell’Ordine dei giornalisti e della Commissione di Vigilanza della Rai a tutela dell’immagine della città”.
“Ormai – prosegue De Luca – è evidente sentendo anche questa parte della trasmissione che si voleva screditare la città, l’amministrazione De Luca e le altre istituzioni messinesi deputate ai controlli. La Leofreddi intanto interviene iopo diversi minuti (dal minuto 14.25 al minuto 16) e dopo un secondo servizio su un argomento diverso, e la conduttrice non gli chiede nulla su Messina, ma lei in modo autonomo interviene sull’argomento e aggiunge pure che -la mafia è radicata nelle istituzioni voglio pensare male, perché tutti qui vengono controllati e qui perché a Messina no-”.
“A questo punto mi sarei aspettato che la conduttrice Eleonora Daniele si dissociasse, invece non solo assentiva ma ha dichiarato “esatto dovrebbero essere fermate da chi ha funzioni pubbliche”.
“Si tratta di un’altra pistolettata di Stato, l’ennesima da parte della tv di Stato, che opera da settimane con servizi di disinformazione, non rispettando le regole deontologiche e di un corretto servizio pubblico. Già in questo caso era stato grave, come già detto, che durante la trasmissione per sette minuti (dal minuto 2.40 al minuto 9.04) si sia fatta una falsa rappresentazione della realtà parlando di vergogna a Messina, con parole che esprimono una condanna morale e lasciando intendere che nella città dello Stretto vi sia l’abitudine a violare le regole, come la stessa conduttrice preannuncia lanciando un servizio. È stato poi detto che si è svolto un funerale con 200 persone, quando si è trattato di un movimento spontaneo di persone che hanno accompagnato la salma del defunto lungo il tragitto fino alle porte del cimitero. Un corteo spontaneo che non è stato autorizzato da nessuno e che ha registrato, secondo i filmati già acquisiti dall’Autorità Giudiziaria, la partecipazione di circa una trentina di persone. Ma invece di parlare dei fatti come si sono realmente svolti, la conduttrice Daniele prima ha lanciando un servizio con un uomo anziano che parlava attraverso la finestra con la moglie malata, in una casa di cura per le restrizioni dovute al Covid-19”.



