Articolo, tratto da: “www.vocedipopolo.it”.
Trentanni, tanto era durata la vicenda della progettazione e del reperimento fondi per la realizzazione dell’opera che toglierebbe dal centro cittadini i TIR. Tutto era più che pronto: lavori appaltati con tanto di firme apposte in calce, fondi ovviamente stanziati e ditta pronta ad aprire i cantieri. Ma una situazione burocratica che sembrava risolta bonariamente tra amministrazione comunale e Regione riguardante il rinnovo della Valutazione di Impatto Ambientale d’improvviso si complica e diventa un problema capace di bloccare tutto il meccanismo già avviato.
E’ successo, infatti, che il documento che attesta la valutazione d’impatto ambientale sia scaduto nel 2015. Un problema di non grande rilevanza, sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Sergio De Cola visto che che per questo tipo di opera non è prevista la produzione del documento di valutazione ambientale, inserito però come vincolante dalla Regione nel 2008. L’amministrazione comunale ha pertanto inviato nuovamente il VIA già prodotto precedentemente e già scaduto in quanto “nulla nel frattempo è cambiato”, dichiara De Cola e di comune accordo con il dirigente al ramo della Regione.
Ma pochi giorni la fa la doccia fredda visto che la Regione ha ribadito che il documento debba essere rifatto. E poi c’è la questione ben più grave riferita ai fondi per la realizzazione dell’opera già finanziati tanto che l’amministrazione Accorinti aveva regolarmente affidato i lavori alla ditta aggiudicataria e questa era già pronta ad aprire i cantieri: non sarebbero più disponibili i fondi assegnata dalla Regione in precedenza. I fondi non sarebbero più inseriti nell’articolo 21 della nuova Legge Finanziaria, una questione che mette in difficoltà non solo la città di Messina ma che tocca tutte le altre città siciliane. Nessuna spiegazione sarebbe stata data dalla regione sui fondi sottratti.
Fatto gravissimo sottolinea Accorinti in quanto espone il Comune di Messina alle giuste azioni di tutela legale che la ditta aggiudicataria dell’appalto per la via don Blasco potrebbe intraprendere. Non ci fermeremo, dichiarano Accorinti e De Cola, abbiamo fatto tutto quanto doveva essere fatto e nessuno può dire il contrario. La città è bloccata da un cavillo burocratico, il VIA e da una riassegnazione dei fondi già stanziati che avverrà certamente con la rimodulazione delle voci di bilancio che la regione sta effettuando. Insomma tutto si risolverà ma ci vorrà del tempo, altro tempo per un’opera che di tempo finora ne ha contato davvero troppo.



