Federica Dieni, la parlamentare pentastellata coinvolta da una trasmissione Mediaset, nello scandalo denominato -Rimborsopoli-, in merito scrive: “titoloni dei giornali con la mia foto segnaletica come se non avessi restituito quanto dovuto solo per un errore in buona fede di caricamento del file. Mi hanno definita -furbetta- per non essere stata in grado di caricare correttamente un documento, anche se l’importo reale corrispondeva a quando previsto dal rendiconto. Ho mantenuto quanto previsto dal nostro codice etico e il mef certifica che abbia addirittura -donato- circa 2358,74 euro in più rispetto a quando dichiarato”.
Ed ancora: “l’ostinazione morbosa con cui la trasmissione Le Iene si sta accanendo sulla questione dei nostri rimborsi rischia di scadere nel grottesco. Un discorso, infatti, è la trasparenza ed il rispetto delle regole, e certamente dobbiamo ringraziare chi ci ha permesso di individuare casi in cui si sono violati i nostri principi e che per fortuna rappresentano un’eccezione. Altra cosa, pero’, attaccarsi ad ogni dettaglio, per trovare un’irregolarità qualsiasi con cui scagliarsi contro il MoVimento 5 Stelle”.
“Sono stata contattata telefonicamente da Filippo Roma che mi ha chiesto conto di una ricevuta inserita sul sito tirendiconto.it nell’aprile del 2014. Mi contestano il fatto che ho dichiarato un bonifico quando in realtà l ho fatto in due tranche”.
Mi spiego: “la somma che dovevo restituire era di 6139,93. Non ho fatto un unico bonifico ma due. Il primo di 1739,63 euro (il 17 novembre 2014) e il secondo di 4401,10 euro (il 29 novembre 2014). Non riuscendo a caricare su tirendiconto.it entrambe le distinte ho caricato solo la prima modificando l’importo. Questa chiaramente è una leggerezza di cui mi pento e mi scuso. Ma la somma è corretta, così come è corretto l’importo totale delle restituzioni”.
A Le Iene dico: “io ho donato 115 mila euro del mio stipendio. Ho fatto un errore nel modificare una cifra su una distinta per farla corrispondere alla somma di 2 bonifici ma non ho sottratto un centesimo. Io credo che nel giudicare una persona vada messo sulla bilancia questo errore e il fatto che non ho sottratto un centesimo ma ho donato 115 mila euro del mio stipendio da parlamentare al fondo per il microcredito”.



