Home Sicilia Magazine Messina I partecipanti al laboratorio MessinAccomuna, pongono alcune domande

I partecipanti al laboratorio MessinAccomuna, pongono alcune domande

SULLE CARTELLE PAZZE IMU

779

MessinAccomuna “laboratorio di partecipazione civica” del quale fanno parte molti degli ex amministratore cittadini, con in testa l’ex sindaco Renato Accorinti in una nota pone alcune domande all’amministrazione De Luca sulle “cartelle pazze” per l’IMU 2013.

Le “cartelle pazze” per l’IMU 2013 che hanno raggiunto molti contribuenti messinesi ricorda quanto già accaduto a Barcellona Pozzo di Gotto nel 2016 poco dopo l’insediamento del sindaco Materia: accertamenti di entrata infondati che costruivano equilibri di bilancio in realtà senza basi, col rischio di finanziare spese in realtà non coperte e produrre “buchi” nel bilancio. Qualche consigliere comunale ha agitato un possibile danno erariale legato ai costi di notifica.

Riteniamo poco fondato questo punto: se gli enti preposti hanno motivo di credere che vi siano errori o omissioni nelle dichiarazioni devono procedere alla notifica degli atti, che poi potranno essere verificati dai contribuenti ed eventualmente revocati.

La questione è un’altra e richiede la risposta ad alcune domande, che auspichiamo vengano poste all’amministrazione nella riunione di lunedì in Commissione:

1) A quanto ammonta il valore dell’accertamento complessivo sull’IMU 2013?
2) Che uso intende fare l’amministrazione di questo valore? In particolare, intende utilizzarlo per dare copertura a previsioni di spesa in bilancio?

Tra i documenti del “piano di riequilibrio”, l’amministrazione ha adottato uno studio (non molto rigoroso, in realtà) sul “tax gap” e fin dal suo insediamento il Sindaco De Luca ha sbandierato l’esistenza di oltre 100 milioni di “evasione fiscale” a Messina. Ci domandiamo se questa iniziativa improvvida e in buona parte infondata sul gettito IMU 2013 rientri nel conto a suo tempo fatto dal Sindaco. Il rischio è che il bilancio del Comune di Messina venga “forzato” con entrate prive di fondamento giuridico, destinate a generare buchi, aumento del contenzioso e squilibri strutturali.
Sarebbe interessante sapere, in proposito, se questo accertamento incauto sia frutto dell’autonoma azione degli uffici o se sia stato sollecitato (come sembrerebbe proprio dalla lettura del documento sul “tax gap”) dall’amministrazione.