Il sindaco di Messina Cateno De Luca, questa mattina a margine di una conferenza stampa sulla sensibilizzazione alla donazione del sangue (e la partecipazione di Atm unitamente all’ospedale Papardo ad una iniziativa), ha rilasciato una molto forte dichiarazione sulla vicenda riguardante la -guerra dei numeri-, ovvero la situazione che pone in contrapposizione Felice Genovese (già presidente del collegio dei revisori della partecipata per quattro anni, prima della messa in liquidazione) ed i commissari liquidatori della stessa. L’ammontare dei debiti ipotizzato da questi ultimi è diverso da quello prospettato da Genovese che chiede di non liquidare l’Azienda.
De Luca ha riferito: “Felice Genovese essendo stato per quattro o cinque anni presidente del Collegio dei Revisori di Atm, è sempre stato il mio riferimento in qualità di memoria storica. Pertanto non mi spiego, anzi in effetti me lo spiego benissimo, questa sua presa di posizione e le sue dichiarazioni”.
C’è un duplice motivo che spinge Genovese a porre dubbi sui conti di Atm: “il primo è legato alla sua estromissione dalla nuova Atm, da me voluta in quanto il collegio da lui rappresentato non ha mai sporto alcuna denuncia circa la mala gestio di questi 15 anni. Il collegio da lui presieduto si è sempre limitato a leggere dichiarazioni senza andare mai a fondo. Il secondo motivo attiene la vicenda della gestione della piscina Cappuccini, una vicenda sulla quale c’è ancora tutto da chiarire, a cominciare dalla gestione economico finanziaria della struttura comunale, della quale era proprio Genovese il presidente della Società di pallanuoto che la gestiva”.
E mi meraviglio di alcuni consiglieri comunali che erano presenti alla seduta per la messa in liquidazione dell’Atm che non si pongono la domanda: “come mai nessuno di questi ex componenti del collegio non ha mai presentato una sola denuncia sulla mala gestione della partecipata? Ma di cosa stiamo parlando?”.


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