“Quando tutto questo sarà passato…, occorrerà unire gli sforzi di ri-generazione di una autentica consapevolezza siciliana. Ovviamente, alludo alla Politica. Se si trova la quadra tra autonomia, autogoverno e indipendenza nella piena affermazione dello Statuto riconsegneremo questa terra, così fertile di storia, cultura, natura (in una parola di bellezza) alla centralità dentro la macro-regione del Mediterraneo. Non si tratta di rinunziare al tricolore ma di rivendicare la identità di un popolo fiero”. Questa nota, l’ha scritta ieri, l’avvocato Emilio Fragale, ex direttore generale del Comune di Messina.
Cosi’ ha continuato Fragale: “in tutta la storia della razza umana nessuna terra e nessun popolo hanno sofferto in modo altrettanto terribile per la schiavitù, le conquiste e le oppressioni straniere, e nessuno ha lottato in modo tanto indomabile per la propria emancipazione come la Sicilia e i siciliani. Quasi dal tempo in cui Polifemo passeggiava intorno all’Etna, o in cui Cerere insegnava ai siculi la coltivazione del grano, fino ai giorni nostri, la Sicilia è stata il teatro di invasioni e guerre continue, e di intrepida resistenza. I siciliani sono un miscuglio di quasi tutte le razze del sud e del nord; prima dei sicani aborigeni con fenici, cartaginesi, greci, e schiavi di ogni parte del mondo, importati nell’isola per via di traffici o di guerre; e poi di arabi, normanni, e italiani. I siciliani, durante tutte queste trasformazioni e modificazioni, hanno lottato, e continuano a lottare, per la loro libertà -(Friedrich Engels)-“.
“Quando tutto questo sarà passato… manteniamo le distanze…, per abbracciare ed essere abbracciati da regnanti e non da sudditi della periferia dell’impero”.



