Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del Lavoro e dello Sviluppo Economico, durante la registrazione di Porta a Porta su Rai1, con Bruno Vespa, ha lanciato una pesante accusa, affermando: “nel decreto fiscale c’è una parte che non avevamo concordato. Uno scudo per i capitali esteri. I capitali mafiosi, non li aiutiamo. No se sia stata una manina, tecnica, o politica. Questo testo, noi non lo votiamo”.
Il vice premier pentastellato, ha sottolineato che giovedi presentera’ una querela alla Procura della Repubblica. Di Maio in atto, esclude responsabilita’ politica. Aiutiamo chi pensava che lo Stato fosse un nemico, perche’ da una cartella di 2.000,00 euro se la e’ ritrovata a cifre esorbitanti con la casa messa all’asta.
Da parte sua, il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte da parte sua ha specificato che rileggera’ tutto il testo articolo per articolo.
Dal Colle invece, tramite l’Ufficio stampa, hanno smentito di aver ricevuto qualcosa.
Alla luce di ciò, l’esponente del MoVimento 5 Stelle ha evidenziato: ” allora basterà uno stralcio”.
Mentre dalla Lega, fanno sapere di essere persone serie.



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