Home Sicilia Magazine Palermo Rosi Pennino (PA): “Non chiedete a Miccichè, perchè mi ha scelto”

Rosi Pennino (PA): “Non chiedete a Miccichè, perchè mi ha scelto”

"FATEGLI SOLO I COMPLIMENTI"

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Lei, è Rosi Pennino, una donna che ha palermo ha vissuto in primo piano nella società e nella politica. Non si è tirata indietro, dal profondere il proprio impegno nella vita nemmeno quando gli eventi l’hanno messa alla prova, facendole conoscere l’autismo all’interno della sua famiglia.

La Pennino, oggi scrive questa lettera nella quale afferma: “vorrei che per una volta si scrivesse di chi sono, di come vivo e di cosa faccio… perchè è in queste 3 cose che risiedono le ragioni di una scelta cosi serena e che ritengo giusta. Sono una donna, una mamma che cresce due figlie… una lavoratrice… una combattente che costruisce ogni giorno o prova a fissare tasselli di diritti lungo il percorso difficile delle persone e delle famiglie con disabilità”.

“Sono cresciuta in un quartiere difficile ma grazie al quale sono la donna di oggi, fuori da quadrilateri e cerchi magici, ho dato il mio contributo elettorale in tutte le battaglie che ho ritenuto giuste credendo nei valori che mi appartengono, ho fatto politica sempre per passione e senza incarichi se non quelli in cui venivo eletta creando consenso attorno a me… mi si può attraversare ai raggi x… in nessuna epoca ho avuto incarichi o consulenze… mi sono sempre seduta al tavolo del buon senso perchè fare le cose e farle bene era e resta la cosa più importante”.

“Ho studiato per quel che ho potuto e con sacrificio perchà 4 fratelli e un padre operaio ti costringono a lavorare. Con buona pace della sinistra radical chic bisogna ricordare che anche se che gli studi fossero gratis, quando a casa lavora una sola persona all’Università non riesci ad andare lo stesso… devi lavorare se vuoi studiare perchè a casa serve una mano. Questo basta per dire, intanto che forse di sinistra sarebbe abbassare le tasse, creare lavoro e pari condizioni non regalare gli studi gratis a chi non puo’ comunque andare…”.

“Poi arriva la disabilita nella mia vita, la fine di un sogno… la fine del mio impegno attivo in politica. Da allora ho provato a riprendere a lavorare più volte e a rientrare nel mio posto di lavoro… ma fare la sindacalista richiede tempo e sacrificio e la salute della mia bambina, oggi giovane donna, mi ha più volte costretta a periodi forzati di congedo. Da qui l’impegno costante nel realizzare una comunità di persone e famiglie che si battessero per conquistare diritti per l’autismo. Da qui riparto, da qui rinasco”.

“In tutti questi anni ho avuto l’obbligo morale di dialogare con tutto il mondo della politica, senza distinzione alcuna trovando inimmaginabilmente sensibilità straordinarie e deleghe in bianco in stagioni in cui il sindaco si chiamava Diego Cammarata. Ho imparato che esiste solo il colore dei diritti e dei bisogni a cui dare risposta e di ogni bisogno io ero e sono portatrice perchè lo vivo sulla mia pelle. Non sono mai stata ne aiutata ne osteggiata da chi per natura mi avrebbe dovuto accompagnare in queste battaglie… ho conosciuto bei percorsi e gratificazioni sempre da chi non veniva dalla mia storia, lo dico con amara serenità e con affetto, ma onestamente sono stata volutamente fatta diventare invisibile, ho lasciato tessere e partito da anni e certamente nessuno si e strappato i capelli… anzi forse ha tirato un sospiro di sollievo, invitata e riconosciuta in lungo ed in largo a livello regionale e nazionale per battaglie vinte e percorse… portatrice di consensi mio malgrado sono stata comunque resa invisibile…”.

“Mi sono vista passare a sinistra figli, nipoti, portaborse, uomini e donne collocati a destra saliti sul carro e radical chic della sinistra di una Palermo che nasce e muore nel quadrilatero abbandonando le periferie… e discutendo di povertà nei salotti. Quando Fabrizio (Ferrandelli ndr) mi chiese di fare il suo assessore in un accordo che prevedeva il sostegno del centrodestra accettai con coraggio perchè è questo che si fa per cambiare le cose e perchè alla sua scelta ci fu il plauso di uomini e donne di centro destra che mi riempirono di stima e che erano felici di conoscere Rosi Pennino, quella delle battaglie senza pregiudizi ne chiusura…”.

“Fu una meravigliosa avventura che rifarei e che non rinnego… ed in quel percorso ho rincontrato Giuseppe Milazzo, oggi capogruppo all’Ars, giovane ragazzo ed amico con cui avevo iniziato a fare politica per strada lui difendendo il sogno di cambiare la sua periferia ed io la mia. Giuseppe merita la mia stima da sempre perchè la politica non lo ha cambiato perchè è un ragazzo che non si è guadagnato posti al sole alla Raciti (riferimento pepato al segretario regionale del Pd ndr) ma con il consenso della gente…”.

“Cosa è di sinistra un paracadute a vita in un collegio senza mai essersi candidato o andare per strada e chiedere il voto sulle risposte da dare ai bisogni? Ditemelo voi. Io non conoscevo Gianfranco Miccichè… e c’è una barzelletta divertente perchè lui mi cercava durante tutta la campagna elettorale con Fabrizio ed io scappavo… fino a quando un giorno mi ha trovata, li ho imparato a conoscerlo e li abbiamo sempre e solo parlato di me delle cose che facevo e di quelle che si potevano fare”.

“Qualcuno immagina grandi alchimie volendo rubare alla speranza che possa esistere ancora bella politica, la semplicità di alcune cose si spiega solo con semplicità…ma la storia è tutta qui… nessuno scambio… niente adesioni in cambio di posti al sole, smettiamola di creare mostri che non esistono… il mostro è il qualunquismo… dopo la sua elezione sentii Gianfranco perchè volevo si facesse promotore di alcune questioni legate ad autismo e servizi nelle scuole della ex provincia… lui era felice perchè sa che metto buone cose a lavoro… da li questa voglia di vedermi impegnata e con strumenti per fare le cose… da li giorni di protezione infinita che approdano alla mia candidatura..che non è un posto al sole perchè non è neppure certa, ma è l’inizio di un percorso in cui mi è stato detto… vai e fa le cose giuste e belle che sai fare”.

“Stamattina mi sono arrivati molti messaggi… tra i più belli io conserverò quelli delle mamme che in queste ore mi scrivono -grazie di aver avuto il coraggio di poter andare in Parlamento- e mi scrivono grazie firmandosi con il loro nome e con quello del loro figlio. Mi sono emozionata perchè so che potrò davvero fare. Non chiedetemi i perchè della mia scelta, Perchè io resto la pasionaria che sono. Chiedete agli uomini del Pd i perchè della loro non scelta. Non chiedete a Miccichè perchè mi ha scelto, fategli solo i complimenti”.