17 anni fa il 15 gennaio 2007, succedeva a Messina una rilevante tragedia del mare.
Quando erano le ore 17.54 all’altezza del villaggio rivierasco di Tremestieri entravano in collisione il mezzo veloce Segesta Jet (costruito nel 1999 dalla storica Rodriquez Cantieri Navali, di proprietà di Bluvia) che giungeva dal Porto di Reggio Calabria… e la portacontainer Susan Borchard (comandata da Maksim Poludnjev e battente bandiere di Antigua e delle Bermuda) che era entrata nelle acque territoriali dello Stretto dall’imboccatura a Nord e procedeva verso Sud.
A bordo del monocarena di Ferrovie dello Stato vi erano 150 passeggeri e morirono i membri dell’equipaggio: ‘Sebastiano Mafodda (comandante di 54 anni), e direttore di macchina, Marcello Sposito (direttore di macchina di 41 anni), Lauro Palmiro di 50 anni e Domenico Zona (42 anni motorista).
Mentre Mafodda e Sposito vennero estratti dalle lamiere contorte della Plancia di Comando, Palmiro e Zona vennero trovati nello specchio acqueo.
La ricostruzione dei fatti
«Mafodda non si accorse del pericolo incombente, il comandante ucraino Maksim Poludnjev avrebbe dovuto ridurre la velocità». In quei frenetici secondi che precedettero l’evento funesto il povero comandante del Segesta Jet, Sebastiano Mafodda non si accorse del ‘pericolo incombente’». E anche il comandante ucraino che era al timone della nave adibita a Servizio Merci… la Susan Borchard… «avrebbe dovuto ridurre per tempo la propria velocità, ovvero accostare».
Ecco la verità dei consulenti della Procura della Repubblica di Messina sullo scontro.



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