“La Giustizia dov’è?”. A chiederselo in un post pubblicato oggi dopo le 19.50 su Facebook, è stata la parlamentare nazionale leccese del Gruppo di Forza Italia a Montecitorio, Veronica Giannone.
Ha aggiunto la Giannone: “quante donne ancora devono essere uccise affinché si comprenda che gli uomini violenti non cambieranno mai? Perché si comprenda che questi mostri devono essere tenuti sotto controllo, ma non solo sulla carta! Investimenti di milioni di Euro da anni per il recupero degli uomini maltrattanti con percorsi che molte volte evitano loro anche il carcere; investimenti che dovevano essere destinati all’acquisto e all’uso di braccialetti elettronici. E tutte le volte in cui le denunce vengono archiviate perché chi le valuta sminuisce la pericolosità dell’individuo denunciato? Tutte le volte che vengono archiviate perché le donne non vengono credute? Tutte le volte in cui non sono prese in considerazione? Solo un anno fa l’Europa si è nuovamente detta estremamente preoccupata per l’archiviazione delle denunce di violenza in Italia. Troppe, veramente troppe. E seppur al Parlamento italiano era stato chiesto di avviare controlli e il monitoraggio della situazione, nulla è cambiato”.
Ha proseguito la Giannone: “neanche un anno fa è stata approvata la mozione per impegnate il governo a gestire e migliorare la situazione, ed anche in quell’occasione c’è chi, come il M5S, ha inserito un ennesimo impegno ad investire nei Cam, con tanto di sostegno della stessa Ministra Bonetti, che ci tiene a farsi chiamare così, con la desinenza al femminile, perché ci tiene lei alla parità dei diritti. Tutte parole quelle che ogni anno ci portano ai grandi eventi, ai convegni e alle inaugurazioni di nuove panchine rosse. Parole, soltanto parole. Nei fatti? Vengono uccise donne e madri e figli, senza alcuna pietà, senza alcuna protezione dello Stato, che dovrebbe solo intervenire concretamente nell’allontanamento, nella reclusione e nel controllo di questi mostri”.
La forzista ha concluso: “un’altra mozione sta per arrivare in Parlamento, un’altra sfilza di eventi per il 25 novembre, un altro nulla di fatto. Piangiamo donne e madri davanti i media, indignati ed indignate di quanto accade ma alla fine, diciamoci la verità, la cruda verità, non frega niente a nessuno”.



