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A circa settanta giorni dalla tragica uccisione della 22enne misilmerese Sara Campanella la studentessa universitaria accoltellata a morte nei pressi del Policlinico di Messina, dopo le ore 17.00 del 31 marzo 2025 dal 27enne siracusano Stefano Argentino i magistrati della Procura della Repubblica peloritana hanno chiuso l’Inchiesta chiedendo per l’assassino il giudizio immediato

IL DELITTO

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A circa settanta giorni dalla tragica uccisione della 22enne misilmerese Sara Campanella la studentessa universitaria accoltellata a morte nei pressi del Policlinico di Messina, dopo le ore 17.00 del 31 marzo 2025 dal 27enne siracusano Stefano Argentino i magistrati della Procura della Repubblica peloritana hanno chiuso l’Inchiesta chiedendo per l’assassino il giudizio immediato.

A carico del reo, pende un’accusa gravissima, ovvero: omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione e della crudeltà… la decisione arriva dopo una lunga e scrupolosa attività investigativa coordinata dal Procuratore capo Antonio D’amato e dai sostituti Alice Parialò e Marco Colamonici.

Le prove raccolte – tra cui le immagini delle telecamere di sorveglianza, i messaggi sui telefoni sequestrati, i rilievi sul luogo del delitto e le testimonianze dei presenti – tracciano, secondo i sostituti procuratori messinesi, un quadro «inequivocabile» della responsabilità dell’indagato.

Il delitto
Era il pomeriggio del 31 marzo quando Sara, 22 anni, stava lasciando il Policlinico universitario. All’altezza della fermata del bus, lungo viale Gazzi, è stata raggiunta e colpita ripetutamente con un coltello bisturi. Non c’è stato scampo… i colpi inferti sono stati violenti, rapidi, letali. In pochi secondi, la giovane è crollata a terra davanti a testimoni atterriti.

I soccorsi sono arrivati immediatamente, ma per lei non c’era più nulla da fare. La fuga e la cattura Argentino, originario di Noto ma residente a Messina per motivi di studio, non è rientrato nella casa che condivideva in città. È fuggito senza passare nemmeno da lì. I carabinieri, guidati dal colonnello Lucio Arcidiacono, lo hanno rintracciato a tarda sera, nascosto in un’abitazione familiare a Noto, dove si era rifugiato con l’aiuto dei genitori. Era ancora sporco di sangue e non aveva fornito alcuna spiegazione sul gesto. Fermato in piena notte, è stato condotto in carcere con l’accusa di omicidio.

La richiesta di perizia respinta
Nei giorni scorsi, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale… dottor Eugenio Fiorentino ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dal legale di Argentino, l’avvocato Giuseppe Cultrera. L’obiettivo era ottenere una perizia psichiatrica sul giovane, sulla base di una presunta fragilità psicologica e familiari con problemi di salute mentale.

Il giudice, però, ha definito “insufficiente” la documentazione sanitaria presentata, ritenendo infondata l’ipotesi di un vizio di mente. Nel provvedimento si sottolinea come l’indagato abbia pianificato l’aggressione e fosse perfettamente lucido prima e dopo il delitto… avrebbe atteso la vittima, cercato un confronto e poi colpito, fuggendo subito dopo e tentando di cancellare le tracce.