Testo… tratto da, www.ilmessaggero.it!
A margine delle notizie emerse dopo l’incidente probatorio dei giorni scorsi e delle ipotesi su nuove tracce prese in considerazione dagli inquirenti, l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, è intervenuto nel corso della trasmissione «Storie Italiane», offrendo una riflessione articolata sullo stato dell’indagine e sul dibattito mediatico che ne è seguito.
La traccia
De Rensis ha innanzitutto chiarito che la traccia di cui si discute in queste ore non rappresenta una novità assoluta: «Quella traccia era stata ovviamente evidenziata anche all’epoca, ma non era stata approfondita», ha spiegato.
Proprio per questo, secondo il legale, l’attuale attività investigativa dovrebbe essere accolta con favore: «Credo che questa indagine debba tranquillizzare tutti, compreso l’indagato, perché è un’indagine che, a differenza della precedente, non esclude nulla». Pur riconoscendo l’autorevolezza delle fonti giornalistiche che hanno diffuso le indiscrezioni, De Rensis invita alla cautela: «Siccome si tratta di indiscrezioni, seppure la fonte autorevolissima è il Tg1, io le tratto come indiscrezioni».
Più di una persona coinvolta
Ribadita anche una convinzione che il difensore di Stasi sostiene da tempo: «Dal primo giorno io sono convinto che sulla scena vi fosse più di una persona, seppure con ruoli diversi e forse anche entrate e uscite diverse».
Una posizione che si inserisce, secondo l’avvocato, in una fiducia costante verso le indagini tradizionali e nella necessità di analizzare ogni elemento senza preclusioni.
Nel suo intervento, De Rensis ha poi allargato la riflessione al modo in cui l’opinione pubblica e alcuni commentatori valutano oggi le consulenze tecniche: «Tutti coloro che sono onesti intellettualmente ricorderanno che durante l’indagine di Vigevano, qualunque cosa dicesse o scrivesse il Ris o la Procura veniva accolta senza discussioni. Oggi sento dire che è solo una consulenza di parte».
Un’osservazione che mette in luce, secondo il legale, come «cambino le angolazioni da parte di qualche osservatore di questa vicenda».
Infine, De Rensis ha respinto con ironia le voci su presunti incontri riservati o manovre occulte: «Sempre proliferano i miei biografi che raccontano cosa faccio a Pavia, dove vado, con chi parlo. Voglio tranquillizzarli: tutto ciò che ho fatto insieme all’avvocato Bocellari è sempre stato alla luce del sole».
E conclude: «Non ci sono stati incontri segretissimi o colloqui segretissimi: sono cose che mi fanno semplicemente sorridere».



