A oltre un anno dall’inaugurazione ufficiale, Slow Food Messina traccia un bilancio positivo del progetto OrtoCentro realizzato in collaborazione con Fondazione MeSSinA, finanziato dalla Regione Siciliana, Assessorato al Lavoro, alla Famiglia e alle Politiche Sociali, con lavoratori avviati all’impiego, prodotti a km zero nei negozi e nelle pizzerie della città e una linea di trasformati pronta per Terra Madre.
Un avvio complesso, ma ricco di risultati
«Siamo riusciti, con grande sacrificio e grandi difficoltà, ad avviare un processo che speravamo di completare in tempi più rapidi», dichiara Nino Mostaccio, presidente di Slow Food Messina. La fase iniziale ha messo alla prova il gruppo di lavoro su più fronti: dalla selezione degli aspiranti agricoltori – molti dei quali lavoratori stranieri impiegati in lavori precari e, a volte, in nero, restii ad abbandonare anche quella magra certezza per un progetto ancora da costruire – alla ricerca di un modello gestionale in grado di garantire la regolarità contrattuale e gli standard di sicurezza.
Una volta trovato l’assetto giusto, il progetto ha preso slancio
Decisivo si è rivelato il coinvolgimento di tre imprenditori agricoli: Stefano Arrigo (Az. Agr. Stefano Arrigo), Giancarlo Impalà (Az. Agr. Il Fiorellino) e Nino Crupi (Terra di Santo Stefano). Ciascuno ha messo a disposizione una porzione di terreno e un affiancamento diretto ai giovani lavoratori nel periodo di formazione. I contratti di lavoro sono stati integralmente finanziati grazie al sostegno della Regione Siciliana, dell’assessorato al Lavoro, alla Famiglia e alle Politiche Sociali.
Dalla terra alla tavola: i prodotti
La produzione, attualmente in fase tardo-invernale con cicoria, cavolo rapa, cavolo nero, cipolle, finocchi, verza e diverse varietà di insalata (canasta, scarola), viene già distribuita a una rete di esercizi commerciali messinesi.
Parallelamente è nata una linea di prodotti trasformati: olio extravergine, marmellate di agrumi, conserve, realizzati con i frutti dei terreni partner e con il contributo di un’azienda locale di trasformazione. Il marchio è legato al progetto OrtoCentro e alla città di Messina. Questi prodotti saranno presentati a Terra Madre, la grande manifestazione internazionale di Slow Food, in cui il percorso messinese potrà essere raccontato e messo in dialogo con esperienze analoghe a scala globale.
Dove acquistare e dove assaggiare
I prodotti dell’orto sono acquistabili presso Pianeta Verde, alla Bottega dei Sapori di Villafranca Tirrena. Chi preferisce assaggiare i prodotti freschi in forma lavorata può farlo al Panificio Focacceria Francesco Arena, La Ruota, Pizzeria Basilicò, Casa e Putia e il Pastificio Luigi Delia.
Il valore di una scelta consapevole
Acquistare un prodotto dell’OrtoCentro significa sostenere un progetto che ha già avviato al lavoro due persone con regolare contratto, destinate a essere remunerate stabilmente attraverso i ricavi della produzione. Significa consumare prodotti di prossimità, coltivati con metodi agroecologici e senza l’utilizzo di chimica. E significa contribuire a un’azione concreta di contrasto ai cambiamenti climatici… restituire suolo libero alla città, sottraendolo alla cementificazione.
«Noi siamo un’associazione nata tre anni fa e nel nostro piccolo abbiamo avviato questo processo», sottolinea Mostaccio. «Può soltanto espandersi, se c’è un po’ di buona volontà. La domanda può essere infinita se riusciamo a entrare in sintonia con la città e raccontare bene questo progetto».
La filiera si chiude: le bioplastiche OrtoCentro non si ferma alla produzione e alla distribuzione. Il progetto guarda anche a come i materiali organici di scarto possano diventare risorsa: è in corso di sviluppo una collaborazione con EcoBuddy, una start up innovativa che produce bioplastiche dagli scarti dei processi agroalimentari. Questo chiude idealmente il ciclo della filiera e rafforza la visione di un sistema agroalimentare davvero circolare e sostenibile
La visione: rigenerazione economica, sociale e urbana
OrtoCentro non è un orto comunitario nel senso tradizionale del termine. La sua ambizione è innescare una rigenerazione che sia insieme economica, sociale e urbana: dare reddito alle persone, restituire terreni abbandonati alla produzione, costruire una filiera corta capace di reggere sul mercato.
Il passo successivo è lavorare con l’amministrazione comunale per ottenere in gestione i terreni liberi di proprietà pubblica e portare il modello dentro la città
«Gli orti comunali sono una cosa bellissima, ma si fermano a un certo livello», conclude Mostaccio. «Il progetto che abbiamo messo in piedi aveva una visione diversa. E stiamo provando a dimostrare che si può fare».



![“Melangela Scolaro Sindaco, ecco ciò che ho detto: E visto che provi a confondere le acque e la gente, parlando d’altro, devo ribadirlo ancora… sei stata la protagonista di una concentrazione di incarichi impressionante e, lasciami aggiungere, di grave incoerenza politica” [Video]](https://messinamagazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260520-011625-218x150.png.webp)