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‘A seguire il testo che ho inviato il 15 maggio 2026 alla commissione Vigilanza RAI, ai dipartimenti delle Pari Opportunità e della famiglia e ai principali quotidiani per segnalare la trasmissione “Porta a Porta” e la puntata del 14 maggio’

LO HA PUBBLICATO IERI SUL PROPRIO BLOG ALL'INDIRIZZO INTERNET WWW.SIMONARUFFINI.IT (CHE È UNA SCRITTRICE, AUTRICE E CRIMINOLOGA ITALIANA, LAUREATA IN PSICOLOGIA E SPECIALIZZATA IN SCIENZE FORENSI... È ESPERTA CERTIFICATA A LIVELLO INTERNAZIONALE NEL RICONOSCIMENTO DELLE MICRO ESPRESSIONI FACCIALI), IN RELAZIONE ALLE PAROLE PRONUNCIATE DALLA GIORNALISTA CONCITA BORRELLI (PER ATTENUARE IL SIGNIFICATO DELLE INTERCETTAZIONI DI ANDREA SEMPIO L'INDAGATO DAI PUBBLICI MINISTERI DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PAVIA PER L'OMICIDIO DI CHIARA POGGI AVVENUTO IL 13 AGOSTO 2007 A GARLASCO), SECONDO LA QUALE: "OGNUNO DI NOI SOGNA LO STUPRO"

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‘A seguire il testo che ho inviato il 15 maggio 2026 alla commissione Vigilanza RAI, ai dipartimenti delle Pari Opportunità e della famiglia e ai principali quotidiani per segnalare la trasmissione “Porta a Porta” e la puntata del 14 maggio’. Lo ha pubblicato ieri sul proprio Blog all’indirizzo Internet www.simonaruffini.it (che è una scrittrice, autrice e criminologa italiana, laureata in Psicologia e specializzata in Scienze Forensi… è esperta certificata a livello internazionale nel riconoscimento delle micro espressioni facciali), in relazione alle parole pronunciate dalla giornalista Concita Borrelli (per attenuare il significato delle intercettazioni di Andrea Sempio l’indagato dai pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco), secondo la quale: “Ognuno di noi sogna lo stupro”.

Questo è il contenuto della missiva scritta dalla dottoressa Simona Ruffini
‘Ecco perché: Spettabile commissione di Vigilanza RAI. Sono con la presente a segnalare un gravissimo fatto accaduto nella puntata della trasmissione “Porta a Porta” andata in onda su RAI1 nella serata del 14 maggio u.s.! Nella stessa, visionabile sul vostro sito “raiplay” al seguente indirizzo (https://www.raiplay.it/video/2026/05/Porta-a-Porta—Puntata-del-14052026-67e3d71e-2788-4df5-bfce-e5295964182a.html) esattamente quando mancavano 2,24 minuti alla chiusura, mentre andavano i titoli di coda, l’ospite dottoressa Concita Borrelli ha detto testualmente (commentando il noto caso di Garlasco)… “Diciamo una cosa dura, però secondo me molto realistica, non vera perché io non dico le cose vere, abbastanza realistiche. Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte forte, c’è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno. Nella testa, nei sogni, nell’immaginazione. Attenzione, nella testa, nei sogni, nell’immaginario. Ce l’abbiamo tutti, tutti. Qua non si tratta di essere tutti quanti bigotti o assassini“’.

‘Atteso che la dottoressa ha la libertà sancita dalla Costituzione di dire ciò che ritiene, rilevato che la stessa ha premesso di dire qualcosa non di vero ma di realistico, e consapevole che ciò che stava dicendo era forte e grave, si rileva la mancanza di contraddittorio e di qualunque tipo di distanza presa dalla rete verso queste dichiarazioni inaccettabili. La stessa dichiarazione non è supportata da alcuna teoria scientificamente valida e condivisa, ma appare fortemente lesiva della dignità umana, prima di tutto delle donne ma anche degli uomini’.

‘La Rai da sempre è impegnata contro la violenza alle donne e non può permettere di lasciar passare un messaggio così violento che potrebbe, nelle menti disturbate di uomini violenti, essere letta come una giustificazione se non addirittura un incitamento allo stupro perché “tutti in fondo lo vogliamo”. Le tante, troppe donne che ogni giorno subiscono violenza e vengono uccise per il loro genere non possono ascoltare una simile dichiarazione trasmessa sulla principale rete della TV di Stato senza che nulla venga detto’.

‘Il vostro stesso codice etico riporta (PAGINA 3) ha tra gli obiettivi prioritari: – la valorizzazione della rappresentazione reale e non stereotipata della molteplicità dei ruoli del mondo femminile nel pieno rispetto della dignità culturale e professionale delle donne, anche al fine di contribuire alla rimozione degli ostacoli che di fatto limitano le pariopportunità.

‘E ancora a PAGINA 21 dello stesso, alla sezione “QUALITÀ DEI PRODOTTI E SERVIZI” si scrive: – improntare la programmazione, nel rispetto della dignità della persona, ai criteri di decoro, buon gusto, assenza di volgarità, assenza di violenza fine a se stessa, assicurando una rappresentazione moderna del ruolo della donna nella società’.

‘Infine a PAGINA 9 si recita: – “fermo il rispetto della libera manifestazione del pensiero garantito dall’art. 21 della Costituzione – occorre tener conto che […] sono comunque vietate le condotte sui presidi digitali che possano ritenersi lesive dell’immagine e degli interessi della Rai” ”riferito: “contenuti di: violenza […] e ancora hate speech”’.

‘Tutto quanto sopra, si chiede un comunicato ufficiale che prenda nettamente le distanze da quella dichiarazione, inviando in copia la presente a Ministero per le Pari Opportunità Dipartimento per le politiche della famiglia’.

‘La stessa comunicazione sarà inviata per mail ordinaria alle asociazioni a tutela delle donne e ai principali quotidiani per presa visione. Questo perché essendo la RAI una televisione sostenuta dal canone di tutti i cittadini, ciò che viene detto nelle trasmissioni deve rispettare tutti i cittadini. Tanto si doveva’.