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Al termine di un’Udienza preliminare celebratasi nelle scorse ore al Tribunale di Messina nel contesto di un Procedimento Penale risalente al 2015 e riguardante il sequestro di 9 torrenti messinesi sono stati rinviati a giudizio dal giudice per le indagini preliminari di sede l’ex sindaco Renato Accorinti, l’ex presidente dell’AMAM Leonardo Termini ed il dirigente comunale Antonio Amato

L'IPOTESI DI REATO A CARICO DEI MENZIONATI SOGGETTI, E' QUELLA DI INQUINAMENTO AMBIENTALE

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Al termine di un’Udienza preliminare celebratasi nelle scorse ore al Tribunale di Messina nel contesto di un Procedimento Penale risalente al 2015 e riguardante il sequestro di 9 torrenti messinesi sono stati rinviati a giudizio dal giudice per le indagini preliminari di sede l’ex sindaco Renato Accorinti, l’ex presidente dell’AMAM Leonardo Termini ed il dirigente comunale Antonio Amato.

L’ipotesi di reato a carico dei soggetti (che dovranno subire un Processo), ognuno per la qualifica e competenza che ricopriva al tempo dei fatti accaduti è quella di inquinamento ambientale per avere “omesso di porre in essere tutte le condotte necessarie ad ovviare alle carenze strutturali e di funzionamento della rete fognaria cittadina”.

La gestione della suddetta infrastruttura, venne affidata nel 2016 dai responsabili del Comune all’Azienda Meridionale Acque Messina, ma in realtà l’Ente aveva l’obbligo di controllare e vigilare sull’operato del gestore. A quell’epoca, i componenti della Magistratura peloritana, disposero la confisca delle fiumare perchè in Esse sversavano scarichi fognari. Un quarto indagato era l’ex direttore generale della Società comunale con sede a Ritiro, ovvero l’ingegnere Luigi La Rosa che è stato prosciolto da ogni accusa nei suoi riguardi.