Caccia al covo di Matteo Messina Denaro: la Dda di Palermo, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia, ha disposto la perquisizione e il controllo di tutti i garage di un complesso residenziale di Mazara del Vallo (TP). L’attività investigativa, svolta dalla polizia e dai carabinieri, rientra nelle indagini sulla rete dei fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro.
Il covo segreto
Il provvedimento nasce dagli accertamenti dello Sco che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti del capomafia in un’area di Mazara nei mesi precedenti all’arresto. L’attenzione si è concentrata su un complesso residenziale in cui si ritiene che Messina Denaro abbia avuto la disponibilità di un immobile o di un eventuale «covo riservato» ancora non individuato.
In particolare le telecamere hanno registrato il passaggio della macchina di Lorena Lanceri, una delle pedine più importanti della rete dei favoreggiatori del padrino. Una presenza, quella della donna, confermata anche dal tracciamento del suo cellulare che ha agganciato la cella telefonica della zona.
Nell’Alfa Romeo utilizzata da Matteo Messina Denaro è stata trovata una chiave che apre il cancello del residence. Nell’ultimo covo del latitante a Campobello di Mazara c’erano altre chiavi. Da qui l’esigenza di capire se servono ad aprire appartamenti o garage dello stesso complesso residenziale.
Sono quattordici le pedine finora individuate dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Pierangelo Padova, Gianluca De Leo e Bruno Brucoli. Ma i misteri sulla latitanza sono ancora tanti, così come quelli sugli interessi economici e gli affari del padrino deceduto.



