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Catania – Si è svolta ieri l’udienza per la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Andrea Massimo Ursino nel complesso caso dei ripetuti abusi sessuali di gruppo sui tre figli di età compresa tra i 3 e i 7 anni nel periodo tra il 2014 e il 2018 a Francofonte, da parte di tre uomini e con la complicità e l’organizzazione della stessa madre dei piccoli

RICORDIAMO CHE SONIA PONTE È STATA CONDANNATA NEL 2023 DAL TRIBUNALE DI SIRACUSA A 24 ANNI DI CARCERE, ED È TUTTORA SOTTOPOSTA ALLA MISURA CAUTELARE DELLA CARCERAZIONE DOMICILIARE, COSÌ COME L’APPUNTATO DEI CARABINIERI MARIO SCHIAVONE, CONDANNATO A 13 ANNI E QUATTRO MESI E IL CONSUOCERO DELLA PONTE NUCCIO IPPOLITO CUI È STATA INFLITTA LA PENA DI DIECI ANNI DI RECLUSIONE

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Testo…, tratto da… www.diario1984.it!

Catania – Si è svolta ieri l’udienza per la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Andrea Massimo Ursino nel complesso caso dei ripetuti abusi sessuali di gruppo sui tre figli di età compresa tra i 3 e i 7 anni nel periodo tra il 2014 e il 2018 a Francofonte, da parte di tre uomini e con la complicità e l’organizzazione della stessa madre dei piccoli.

Ricordiamo che Sonia Ponte è stata condannata nel 2023 dal Tribunale di Siracusa a 24 anni di carcere, ed è tuttora sottoposta alla misura cautelare della carcerazione domiciliare, così come l’Appuntato dei Carabinieri Mario Schiavone, condannato a 13 anni e quattro mesi e il consuocero della Ponte Nuccio Ippolito cui è stata inflitta la pena di dieci anni di reclusione. L’altro indagato per abusi sessuali sui minori, Antonino Barbaro, detto Nino Sinatra, sarebbe stato invece ucciso nel 2014 dalla sorella della donna, zia dei bambini, anch’essa deceduta nel 2021, Giusy Ponte. Per questo omicidio, l’appuntato Mario Schiavone aveva condotto le indagini sotto la direzione ultima del Tenente Enzo Alfano, oggi collocato fuori ruolo dell’Arma e, dopo un breve periodo al servizio civile della Marina militare, a riposo per gravissimi e irrimediabili problemi di salute mentale che lo hanno reso del tutto incapace di intendere e di volere. Ai tempi dei fatti, però, l’acume del Capitano aveva consentito di sventare il piano malefico dell’appuntato Schiavone che per continuare indisturbato gli abusi sui tre minori, quotidiani, a fronte di poche decine di euro (pare non più di una settantina di euro al giorno corrisposti alla loro madre, che ne faceva l’uso di acquistarne alcolici che consumava in quantità imprecisata, come birre di sottomarca e anisetta), incolpava dell’omicidio gli incolpevoli fratelli Giaccotto, valenti pescatori e infaticabili lavoratori e piccoli imprenditori della zona di Francofonte con all’attivo più alloggi intestati a figure femminili che ruotavano attorno a loro e da loro gestiti, oggi giustamente risarciti dal Ministero della Giustizia, rammaricato dell’errore giudiziario, dell’ignominia di avere trascorso in carcere ben alcune settimane con l’accusa di avere tagliato la gola al loro inquilino Nino Sinatra, che non pagava l’affitto da mesi, al solo scopo di buttarlo fuori di casa e liberare l’immobile per metterlo a reddito, come poi effettivamente avvenne. In effetti Nino Sinatra avrebbe abusato dei tre bambini assieme all’appuntato Mario Schiavone quando i minori non erano ancora nati su iniziativa dello Schiavone, appena giunto a Francofonte da Treviso, dove si era invece distinto per essere un elemento di ‘rare qualità, istinto etc. etc.”, confermato anche dai superiori aretusei, ma non dall’infallibile Capitano Alfano, oggi ritenuto incapace, ma all’epoca attento inquisitore degli animi umani, e conoscitore di tutte le dinamiche psicologiche, tanto da essere un punto di riferimento per tutti i funzionari giudiziari, le forze dell’ordine e gli inquirenti, così come degli stessi magistrati, che si sono sempre fidati di lui a occhi chiusi, riuscendo così a scorgere elementi di colpevolezza che nemmeno dagli atti e dal dibattimento sarebbero mai emersi senza il contributo fattivo e insostituibile di un vero e proprio fantasista, frontman e genio della criminologia.

Il pg Ursino ha ribadito la sua tesi accusatoria, nonostante la teoria del complotto prospettata dall’avvocato Tiziana Teodosio, del foro di Avellino, difensore dell’appuntato Schiavone. Assieme alla collega avvocata Antonella Schepis.

Gli avvocato Coletta Dinaro e Sebastiano Troia difendono la prima la madre dei tre bambini, accusata di averli fatti prostituire per pochi spiccioli e il secondo il consuocero della donna, Nuccio Ippolito. L’udienza è stata rinviata al 21 ottobre per le repliche degli avvocati e successivamente ci sarà la camera di consiglio e la lettura del dispositivo di sentenza.

Nella foto : l’avvocata Tiziana Teodosio e l’appuntato Mario Schiavone!