‘“Che fine faranno tutti i tirocinanti che operano nelle varie aziende una volta completato il loro periodo di lavoro”? – “Perché non pensare a delle soluzioni che consentano loro di proseguire un impegno che non è stato solo di natura occupazionale ma anche sociale”? – Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Messina e consigliere comunale, con questi due interrogativi è intervenuto nelle ore scorse su una vicenda che a breve rischia di gettare nello sconforto decine di famiglie che avevano finalmente trovato una buona opportunità di inserimento lavorativo’.
D’altronde – ricorda Gioveni – l’obiettivo lodevole del progetto di inclusione sociale denominato “Percorsi nuovi di accompagnamento all’abitare e risanamento urbano” aveva proprio la finalità primaria di inserire nel contesto cittadino dei soggetti con un tasso di disagio abitativo e sociale elevato rispetto alla media.
Mi rendo conto delle difficoltà oggettive che aziende come Messinaservizi, ATM, Amam o anche le stesse aziende private che hanno aderito al progetto possano avere per garantire a un numero consistente di tirocinanti una continuità lavorativa – evidenzia il consigliere – ma è pur vero che lasciare a casa dopo mesi di attività dei lavoratori che hanno dato in ogni caso il loro contributo alle aziende a fronte di un corrispettivo di sole 600 euro al mese, mi sembra inopportuno, anche, appunto, per i riflessi sociali che da tale evenienza possano scaturire.
Una soluzione, per esempio – insiste l’esponente di FdI – potrebbe essere quella di creare delle long list nelle varie aziende sulla stessa stregua di quanto fatto dalla Messina social city, dove inserire questi lavoratori in caso di necessità e/o sostituzioni di personale per ferie, malattie e assenze varie o in caso di implementazione di nuovi servizi.
Ma sarebbe – sottolinea Gioveni – anche da valutare, per esempio, l’idea di costituire una sorta di cooperativa multiservizi che possa essere utilizzata per tutti quei servizi che il Comune o le stesse società partecipate esternalizzano.
Insomma, conclude Gioveni – certamente non spetta a me stabilire quale sia il percorso giuridicamente ed economicamente più sostenibile, però al punto in cui siamo e dopo gli sforzi fatti per l’inserimento lavorativo e sociale di queste persone, certamente questa Amministrazione ha il dovere adesso di trovare delle soluzioni.



