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Dopo la odierna Operazione Joy’s Seaside, coordinata dai giudici della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che hanno impartito le proprie disposizioni agli agenti della Polizia di Stato locale ed a quelli del Commissariato di Gioia Tauro finalizzata allo smantellamento della cosca di ‘ndrangheta Di Maio-Brandimarte si registrano diverse dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa di stamattina [Video]

SONO INTERVENUTI, IL PROCURATORE CAPO DOTTOR GIOVANNI BOMBARDIERI, IL SOSTITUTO ED AGGIUNTO DOTTOR GAETANO PACI ED IL QUESTORE DOTTOR BRUNO MEGALE

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Dopo la odierna Operazione Joy’s Seaside, coordinata dai giudici della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che hanno impartito le proprie disposizioni agli agenti della Polizia di Stato locale ed a quelli del Commissariato di Gioia Tauro finalizzata allo smantellamento della cosca di ‘ndrangheta Di Maio-Brandimarte si registrano le dichiarazioni del procuratore capo Giovanni Bombardieri che ha specificato in conferenza stampa: «l’indagine ha oggetto un’organizzazione mafiosa che è dedita al narcotraffico ed è collegata alla ‘ndrangheta. È stato possibile monitorare lo spaccio che avveniva nella marina di Gioia Tauro ed è stato possibile ricostruire l’intensa operatività di questa cosca».

Ha sottolineato il procuratore aggiunto Gaetano Paci: «quest’indagine, iniziata nel 2017 grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ha permesso di radiografare una serie di condotte tipiche dell’organizzazione mafiosa. Sono storicamente documentati, i rapporti che negli anni i Brandimarte hanno intrattenuto con rappresentanti dell’imprenditoria che opera nel porto di gioiese».

Grazie alle telecamere piazzate dai poliziotti, gli inquirenti hanno documentato veri e propri summit finalizzati alla gestione del narcotraffico sul territorio avvenuti all’interno del chiosco di rivendita di bibite ed alimenti della famiglia Di Maio, nei pressi del pontile del «Lungomare». Il narcotraffico era la principale fonte reddituale della cosca che, inoltre, aveva la disponibilità di un quantitativo elevato di armi.

Ha affermato il questore Bruno Megale: «volevo tranquillizzare sia il sindaco che la comunità che l’attenzione su quel territorio è presente e costante tutti i giorni».

Video tratto…, da… VeritasNews24 TV.