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È accusato di avere tentato di violentare il 5 settembre scorso a Massa Lombarda una 39enne di origine sudamericana conosciuta in un locale e di averle poi sottratto la borsetta con i due cellulari dentro per impedirle così di chiamare le forze dell’ordine

PER QUESTO MOTIVO, PER UN ULTRACINQUANTENNE DI CONSELICE DIFESO DALL’AVVOCATO CARLO BENINI, IERI MATTINA È PARTITA L’UDIENZA PRELIMINARE DAVANTI AL GUP ANDREA GALANTI E AL PM ANGELA SCORZA

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Testo…, tratto da… www.ilrestodelcarlino.it!

È accusato di avere tentato di violentare il 5 settembre scorso a Massa Lombarda una 39enne di origine sudamericana conosciuta in un locale e di averle poi sottratto la borsetta con i due cellulari dentro per impedirle così di chiamare le forze dell’ordine. Per questo motivo, per un ultracinquantenne di Conselice difeso dall’avvocato Carlo Benini, ieri mattina è partita l’udienza preliminare davanti al gup Andrea Galanti e al pm Angela Scorza. La donna, tutelata dall’avvocato Gian Luigi Manaresi, si è costituita parte civile. L’udienza è stata aggiornata a metà giugno quando l’imputato potrebbe decidere di essere giudicato con un rito alternativo. Nel frattempo cercheremo di ricostruire la vicenda sin da quando all’una e 40 della notte tra il 5 e il 6 settembre, una pattuglia dei carabinieri di Voltana era stata inviata a Massa Lombarda dove una donna, la 39enne appunto, aveva appena lamentato di essere stata toccata.

Come riferito poco dopo a verbale – e in buona sostanza come ripetuto anche in incidente probatorio il 14 ottobre davanti al gip Sabrina Bosi –, lei e quell’uomo si erano conosciuti qualche mese prima in un locale di Massa. Poi si erano scambiati i numeri di cellulare. Lui qualche tempo dopo l’aveva invitata fuori ed era andato a prenderla alla stazione di Lugo: i due avevano trascorso l’intero pomeriggio assieme davanti a un drink. E la sera, su proposta dell’uomo, erano andati a cena in un ristorante di Conselice. È qui che lui – sempre secondo la 39enne – si era fatto sotto con proposte sessuali esplicite. Ma lei, per eludere le sue avances, gli aveva detto di essere stanca rimandando a un ulteriore incontro. Erano risaliti in auto: e all’improvviso, mentre la stava riaccompagnando, lui le avrebbe messo le mani addosso palpeggiandola e avrebbe reiterato la sua proposta sessuale tentando anche di baciarla sulla bocca. Lei allora si era ritratta e gli aveva spostato la mano “perché sono sposata e perché lui comunque non sarebbe il mio tipo: sono andata a cena solamente come amica”. Quindi aveva minacciato di chiamare i carabinieri: però, non ricordando il numero, aveva contattato un suo amico di Lugo chiedendo aiuto. L’uomo a quel punto – prosegue l’accusa – si era arrabbiato tantissimo: aveva bloccato la vettura, era sceso e aveva tirato la donna per un braccio per farla uscire.

Poi aveva afferrato borsetta e cellulare di lei lanciandoglieli via. La donna era però riuscita a chiedere aiuto a tre ragazzi di passaggio: e così l’uomo alla fine si era allontanato. Nel corso delle indagini coordinate dal pm Antonio Vincenzo Bartolozzi, i carabinieri avevano sentito l’amica che ospitava la 39enne: e la donna aveva confermato le confidenze ricevute dall’altra. Ovvero che quell’uomo l’aveva palpeggiata nel tentativo di avere un rapporto con lei. Anche l’amico contattato durante i fatti dalla 39enne, era stato ascoltato dall’Arma: e aveva confermato davanti ai militari il fatto che la donna lo avesse chiamato verso le 23.20 “in evidente stato di agitazione” chiedendogli aiuto perché era stata palpeggiata e privata degli effetti personali.