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E’ stato il giornalista pugliese ma residente a Tolentino…, Benedetto Maria Ladisa a scriverlo oggi su Facebook per commentare la notizia del catanese 61enne scoperto dai carabinieri nel suo agire delinquenziale e contro la Legge consistente nello spargere in città esche con al loro interno chiodi ed ami… per uccidere gli animali che avessero avuto la sventura di mangiare le sue trappole

VIGLIACCO: "ECCO DI COSA PUO' ESSERE CAPACE UN UOMO"

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“Passeggia tranquillamente…, sembra una persona normale, come tante altre”. Lo ha evidenziato il giornalista pugliese ma residente a Tolentino…, Benedetto Maria Ladisa, oggi su Facebook per commentare la notizia del catanese 61enne scoperto dai carabinieri nel suo agire delinquenziale e contro la Legge consistente nello spargere in città esche con al loro interno fil di ferro ed ami… per uccidere gli animali che avessero avuto la sventura di mangiare le sue trappole.

Ladisa ha aggiunto: “scrivo -sembra- normale, perchè di normale in questa storia non c’è proprio nulla. In queste immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, lui non sa di essere ripreso mentre sta passeggiando nel centro di #Catania. E’ proprio lui l’avvelenatore seriale dei cani della zona. In queste ed altre immagini lasciava cadere (foto) pezzi di wurstel con dentro piccoli chiodi con lo scopo di farli ingioiare ai cani, attirati dalla vista o dal profumo dei Wurstel inconsapevoli quindi dei chiodi all’interno di quei bocconcini. L’uomo, un 61enne della zona, è accusato di aver disseminato per diversi mesi le aiuole e i marciapiedi di alcune zone centrali di Catania di pezzetti di wurstel imbottiti di chiodi, ami da pesca, fili di ferro o graffette per far del male o addirittura uccidere i cani della zona. L’indagine dei carabinieri era partita dopo numerose denunce e segnalazioni negli ultimi mesi da parte di proprietari di cani, commercianti e semplici cittadini che avevano trovato le pericolose esche nelle aiuole o sui marciapiedi di Corso Italia, Piazza Verga, Largo Bordighera, Viale Vittorio Veneto e Corso delle Province”.

Ha concluso così Ladisa: “ora l’uomo è stato identificato e denunciato. Le nostre attuali leggi in materia sono meno severe di altre nazioni Europee e questo individuo quindi rischia soltanto o una condanna penale irrisoria o, come quasi sempre accaduto in episodi simili, solo una multa da poche migliaia di euro. Un uomo vigliacco e miserabile. Un uomo senza cuore e senz’anima. Forse chiamarlo uomo è già troppo”.

“#catania #crudeltà #vigliacco #amicia4zampe #cani #innocenti”.