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“È stato sempre un uomo buono, un sacerdote accanto agli ‘ultimi’: Si tratta di ricostruzioni prive di fondamento”… sono queste le parole dei rappresentanti della difesa, ieri in aula alla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Messina dove dalle 14.30 alle 16.30 sul banco degli imputati è salito per il suo Processo il sacerdote 49enne Claudio Marino, originario di Torino

A CARICO DEL RELIGIOSO, VI È LA PESANTE ACCUSA DI AVER VIOLENTATO UNA MIGRANTE TUNISINA NEL 2022, MENTRE LA DONNA ERA OSPITE DELL’ISTITUTO ROGAZIONISTA “CRISTO RE”

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“È stato sempre un uomo buono, un sacerdote accanto agli ‘ultimi’: Si tratta di ricostruzioni prive di fondamento”… sono queste le parole dei rappresentanti della difesa, ieri in aula alla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Messina dove dalle 14.30 alle 16.30 sul banco degli imputati è salito per il suo Processo il sacerdote 49enne Claudio Marino, originario di Torino.

A carico del religioso, vi è la pesante accusa di aver violentato una migrante tunisina nel 2022, mentre la donna era ospite dell’Istituto rogazionista “Cristo Re”. Dopo le richieste dell’accusa del 1° ottobre scorso, quando la sostituta pubblico ministero Alice Parialò sollecitò ai giudici la condanna a 4 anni, del processato mercoledì 7 gennaio 2026 lo scenario del dibattimento è stato riservato ai suoi due difensori, gli avvocati Salvatore Silvestro e Delia Urbani.

E non c’è stata la sentenza, come si prevedeva: il verdetto è stato sposato in avanti dai giudici, al 28 gennaio, perché i magistrati della Procura della Repubblica hanno chiesto di replicare. Anche l’avvocata di parte civile per la vittima, Maria Grazia Corio di Palmi, era intervenuta il 1° ottobre scorso, associandosi alle richieste dell’accusa.

Fonte della Notizia: www.gazzettadelsud.it!