I Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto e del Nucleo Operativo Ecologico di Catania oggi 18 ottobre 2024, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare interdittiva, che vieta temporaneamente l’esercizio dell’attività imprenditoriale per sei mesi.
Tale provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Messina su richiesta dei magistrati della Procura, riguarda tre persone già titolari di società operanti nella raccolta e gestione dei rifiuti nella provincia di Messina: gli indagati sono accusati di “frode nelle pubbliche forniture” e di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”. L’ordinanza scaturisce da un’indagine condotta congiuntamente dai Carabinieri e dal Nucleo Operativo Ecologico di Catania, specializzato nella tutela ambientale e coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina. Le Indagini hanno rivelato che tre ditte aggiudicatarie del servizio di raccolta rifiuti in vari comuni messinesi attuavano un sistema illecito di gestione dei rifiuti, eludendo le normative ambientali e le disposizioni del capitolato d’appalto per ridurre significativamente i costi aziendali legati alle corrette procedure di raccolta, trasporto e smaltimento. In particolare, è emerso che la raccolta avveniva senza pesatura, con annotazioni arbitrarie del peso e documenti di trasporto contenenti dati falsi riguardanti i produttori, le quantità e le tipologie di rifiuti. Questo violava l’obbligo di separazione dei rifiuti previsto dal capitolato d’appalto, necessario per calcolare con precisione le quantità da attribuire ai singoli enti. I rappresentanti delle tre imprese, insieme ad alcuni dipendenti, avrebbero anche miscelato rifiuti pericolosi, accumulando oltre 55 tonnellate di rifiuti in modo illecito. Le condotte illecite avrebbero permesso alle imprese di risparmiare sui costi di trasporto e di presentare una falsa produzione di raccolta differenziata, dando l’impressione di rispettare gli standard imposti e documentando l’esecuzione regolare del contratto di appalto. Nel corso delle Indagini, svolte tra il 2021 e il 2022, sono stati già sottoposti a sequestro preventivo alcuni centri di raccolta comunali e isole ecologiche della zona, dove i Carabinieri, coadiuvati dall’ARPA, hanno riscontrato numerose violazioni e irregolarità nel trattamento e smaltimento dei rifiuti. Nell’ambito del procedimento penale che ha portato al provvedimento cautelare, i Carabinieri hanno sequestrato preventivamente le attività aziendali e le quote delle tre imprese. Tuttavia, per garantire la continuità del servizio di gestione rifiuti nei comuni interessati, le aziende potranno continuare a operare sotto la supervisione di un amministratore giudiziario nominato dall’Autorità Giudiziaria.
Si precisa che, in virtù del diritto di cronaca garantito dalla Costituzione e nel rispetto dei diritti degli indagati, questi ultimi sono considerati innocenti fino a sentenza definitiva che accerti eventuali responsabilità. Il giudizio si svolgerà in contraddittorio, con la possibilità di dimostrare l’assenza di responsabilità in capo agli indagati.

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