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I responsabili dell’Asp di Messina intervengono sulla questione che riguarda le Liste d’attesa per “chiarire e, soprattutto, difendere con dati concreti e lavoro quotidiano il grande impegno di professionisti che ogni giorno mettono al centro le persone, non i numeri”

"QUANTO PUBBLICATO DALLA STAMPA, BASATO SU LETTURE PARZIALI E TECNICAMENTE ERRATE DI ALCUNI FILE PUBBLICI - PRECISANO I MEMBRI DELL'AZIENDA - HA PRESENTATO ALLA CITTADINANZA UN QUADRO ALLARMISTICO E FUORVIANTE, IGNORANDO COMPLETAMENTE LA COMPLESSITÀ DEL LAVORO SVOLTO DA CHI OPERA QUOTIDIANAMENTE PER RIDURRE I TEMPI, MIGLIORARE L’ORGANIZZAZIONE DELLE AGENDE, GARANTIRE EQUITÀ DI ACCESSO E APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA"

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I responsabili dell’Asp di Messina intervengono sulla questione che riguarda le Liste d’attesa per “chiarire e, soprattutto, difendere con dati concreti e lavoro quotidiano il grande impegno di professionisti che ogni giorno mettono al centro le persone, non i numeri”.

“Quanto pubblicato dalla stampa, basato su letture parziali e tecnicamente errate di alcuni file pubblici – precisano i membri dell’Azienda – ha presentato alla cittadinanza un quadro allarmistico e fuorviante, ignorando completamente la complessità del lavoro svolto da chi opera quotidianamente per ridurre i tempi, migliorare l’organizzazione delle agende, garantire equità di accesso e appropriatezza prescrittiva”.

“I numeri riportati – come i 122.908 accessi ambulatoriali attribuiti all’Asp per il 2024 – sono stati ricavati sommando codici prestazione da un file che non rappresenta le prestazioni effettivamente erogate, bensì la disponibilità teorica per la prenotazione, suddivisa per classi di priorità. La realtà – prosegue la nota – è ben diversa… i dati ufficiali dei flussi informativi (Flussi C e M) certificano oltre 1,6 milioni di prestazioni ambulatoriali effettive, che diventano oltre 10 milioni se si includono i laboratori analisi”.

E non si tratta solo di numeri
“Dietro ogni riga di codice c’è una persona. Un bisogno. Una cura. Un dettaglio che sembra essere sfuggito che ha trattato i dati – e di conseguenza i pazienti – come mere quantità da sommare, senza comprenderne il contesto, la complessità o l’impatto umano”.

Tra le distorsioni più gravi contenute, sottolineano dall’Asp, c’è quella relativa alle urgenze sanitarie. “Viene indicato il numero di 3.256 prestazioni urgenti nel primo trimestre 2025, come se fossero tutte prestazioni non eseguite o soggette a ritardo. In realtà, quel numero deriva dalla sommatoria di prestazioni ‘prenotabili’ in regime d’urgenza, non di prestazioni effettivamente richieste o prenotate in regime urgente. È una lettura fuorviante e tecnicamente scorretta”.

La realtà dei fatti è che, “grazie al lavoro di squadra e all’aggiornamento dei sistemi informatici di prenotazione, l’Asp monitora ogni singola urgenza in tempo reale. Alla data attuale, risultano 156 prestazioni urgenti per le quali si è verificato un superamento dei tempi massimi. Ma anche qui, i numeri vanno letti con responsabilità… circa il 50% dei pazienti ha contattato il Sovra CUP con ritardo, da 7 a 160 giorni dopo l’emissione dell’impegnativa. Una parte degli assistiti (almeno 10) ha rifiutato l’anticipo dell’appuntamento proposto nel piano straordinario ALA 2024. Un’ampia quota delle prestazioni urgenti presenta inappropriatezza prescrittiva, con diagnosi che non giustificano la classe U: parliamo di miopia, prevenzione oncologica, incontinenza urinaria, controlli programmati. A questo proposito, i componenti dell’Asp hanno inserito nel proprio software un sistema di monitoraggio delle prescrizioni inappropriate, secondo i criteri delle linee guida RAO. Una risposta concreta, strutturale e moderna a un fenomeno che ha ricadute dirette sulla qualità e l’equità delle cure”.

Dal 2024, l’Asp di Messina evidenzia di aver intrapreso un percorso profondo di ristrutturazione del sistema di prenotazione e gestione delle urgenze “L’Azienda ha lavorato con metodo e rigore per integrare ospedali e territorio, prendere in carico i pazienti cronici nelle agende interne e ottimizzare le prime disponibilità. Il risultato? Un calo significativo delle prestazioni in attesa… da 21.650 nel 2024 a 12.382 nel 2025, nello stesso periodo di rilevazione. Un traguardo frutto non di slogan, ma di lavoro silenzioso, tecnico, quotidiano. Lontano dai riflettori, ma vicino ai cittadini”.

Ma il passaggio più grave riguarda forse i presunti ritardi negli interventi oncologici, in particolare quelli legati al tumore al seno
“La Breast Unit dell’Asp di Messina non è una catena di montaggio. È un’équipe altamente specializzata che segue ogni paziente in modo personalizzato, considerando non solo la diagnosi, ma anche le terapie propedeutiche (neoadiuvanti), gli esami complessi (come il test genetico BRCA), le condizioni cliniche e persino le scelte personali, quando compatibili con il percorso terapeutico. Parlare di ‘ritardi’ senza contestualizzare che molte pazienti hanno richiesto – per ragioni profondamente umane – qualche giorno in più prima di affrontare un intervento demolitivo, significa ignorare completamente cosa significhi davvero affrontare un tumore”.

“Come si può ridurre tutto questo a una tabella Excel?” è la domanda
“Il Team della Breast Unit, con appena 4 posti letto disponibili, riesce a garantire non solo cure di qualità, ma anche accoglienza, ascolto, accompagnamento. Perché dietro ogni paziente c’è una storia, non una cifra”.