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“Il 7 Agosto è una triste ricorrenza…, quella di tre giorni fa lo è sempre, 14 anni fà in questa data Gilda e Massimo Camparini ricevettero un invito a presentarsi in Questura per comunicazioni che li riguardavano… “male non fare… paura non avere” pensò Gilda… e si presentarono per sapere… credevano fosse la notifica che la perquisizione era stata archiviata perchè il fatto non sussiste… come infatti è avvenuto…”

È UNA VICENDA RIPRESA IL 7 AGOSTO 2014... NEL GRUPPO FACEBOOK INSIEME PER STELLA HTTPS://WWW.FACEBOOK.COM/GROUPS/LIBERATESTELLA/?FREF=TS (MARCJ)... R.P.

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“Il 7 Agosto è una triste ricorrenza…, quella di tre giorni fa lo è sempre, 14 anni fà in questa data Gilda e Massimo Camparini ricevettero un invito a presentarsi in Questura per comunicazioni che li riguardavano… “male non fare… paura non avere” pensò Gilda… e si presentarono per sapere… credevano fosse la notifica che la perquisizione era stata archiviata perchè il fatto non sussiste… come infatti è avvenuto…”! È una vicenda ripresa il 7 agosto 2014… nel gruppo Facebook Insieme per Stella
https://www.facebook.com/groups/liberatestella/?fref=ts (Marcj)… R.P.!

Così prosegue il testo:

  • “si sono presentati con la loro bambina, che aveva finito da poco 3 anni… Anna Giulia… appena entrati si sono accorti subito che qualcosa non andava… il questore li guardava… si è aperta una porta ed è entrata l’assistente sociale con in mano una grande scatola di pennarelli… li ha porti ad Anna Giulia… l’ha presa per mano e ha detto… ‘lei viene con me’ e si è incamminata verso l’uscita…”;
  • “Gilda e Massimo erano increduli… si è avvicinato il questore e li ha pregati di star zitti per non impaurire la bimba… ‘c’è sicuramente un errore… fra 15 giorni la riavrete’…! Si sono distratti un attimo per ascoltarlo, poi si sono voltati… la bimba era sparita… per 5 lunghi mesi nessuno ha detto loro più nulla… il resto… lo sappiamo tutti…! In Agosto la giustizia và in ferie… ma non per strapparli alle famiglie… più difficile trovare anche un avvocato… cercare aiuti…”!

La storia di Anna Giulia Camparini, separata illegalmente dai suoi genitori
Anna Giulia è una bambina che il 14 luglio 2014 ha compiuto 9 anni, una bambina col destino scritto dalla nostra Giustizia. Ha poco più di 2 anni Anna Giulia, quando una notte viene svegliata da persone che entrano dalla finestra della sua camera, sono carabinieri, sono lì perché una segnalazione anonima ha lanciato sospetti che in quella casa ci fosse droga, la perquisizione ha esito negativo e in poco tempo viene archiviata perché il fatto non sussiste.

Non viene trovata droga e non viene sequestrato niente, nella confusione c’è un diverbio con un carabiniere che fa una denuncia agli assistenti sociali che la bambina vive in ambiente fatiscente (stavano ridipingendo casa). Nessuno verifica, e la bambina viene allontanata dai genitori con le parole “c’è sicuramente un errore fra 15 giorni la riavrete”.

Inizia un percorso con incontri protetti, in cui degli educatori relazionano la buona genitorialità, iniziano controlli al Sert che certifica che non sono tossici, fino ad arrivare a Relazioni che chiedono il rientro immediato a casa della bimba. Il Tribunale ignora e decreta che la bambina deve essere affidata ad una nuova famiglia “nonostante la genitorialità ricca e affettiva”.

A questo punto Massimiliano e Gilda sentendosi abbandonati dalle istituzioni, e ascoltando le richieste della figlia che chiede loro di portarla via decidono di compiere un gesto per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e rapiscono la bambina, passano con lei 3 giorni in Slovenia, poi convinti dalla nonna paterna tornano in Italia. Il Comune che a quel tempo ha in tutela la bambina comprende la disperazione e il gesto d’amore e non denuncia, limitandosi a rimettere la bambina in istituto.

I magistrati del Tribunale dei minorenni di Bologna a quel punto, estromettono i Servizi sociali dal caso e nominano una tutrice l’avvocato Sabrina Tagliati che sin dall’inizio si è rifiutata di conoscere i genitori, viene chiesta una CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio) per rivalutare la genitorialità e viene incaricata la psicologa Cinzia Sgarbi che non valuterà mai i genitori assieme alla figlia.

Dal rientro dalla Slovenia Massimiliano e Gilda non vedranno più la loro bambina, decidono un incontro nei giorni del compleanno di Anna Giulia, ma la sera prima i genitori ricevono una telefonata in cui vengono avvisati che non sarà possibile perché la bambina è in vacanza a Massa e l’incontro slitta a settembre/ottobre in data da destinarsi, disperati i genitori scrivono al presidente Napolitano chiedendo aiuto e annunciando il loro gesto, ma non riceveranno mai risposta,.

Ancora una volta abbandonati al loro dolore da tutte le istituzioni rapiscono di nuovo la bambina, si recano al Cenacolo Francescano di Massa e con una pistola giocattolo (unico scopo di quell’arma era non creare tafferugli in cui qualcuno poteva farsi male) rapiscono di nuovo Anna Giulia che dopo un primo sconcerto per le urla delle suore che arrivano anche ad infilzare il suo papà con una forchetta, una volta arrivata in auto con loro li abbraccia e gli dice” grazie che mi avete rubato di nuovo”.

La fuga doveva durare pochi giorni, ma quando la bambina gli racconta le punizioni subite non hanno il coraggio di “riconsegnarla” anche perché la vedevano felice al punto che ripeteva ”stiamo vivendo una favola”!

Ancora una volta però fidandosi di Appelli televisivi del Presidente del TDM di Bologna Millo e dell’allora ministro Giovanardi in cui chiedevano di tornare che sarebbero stati aiutati, riconsegnano la bambina… ma vengono sbattuti in prigione e condannati a 2 anni e 4 mesi per sottrazione di minore, in quanto la tutrice si era costituita parte civile.

Dopo 8 mesi i giudici del Tribunale di Massa li scarcerano con queste motivazioni: ‘il reato c’è ma non è grave in quanto la bambina non doveva essere sottratta, considerato che non sono tossici, non è stata trovata droga in casa, che la bambina con loro era stata felice, come provato dalle foto, e se non altro non ha subito traumi peggiori di quando è stata sottratta’!

Erano previsti incontri tra la bimba e i genitori, uno in carcere e altri dopo la liberazione, ma non sono mai stati osservati in quanto la tutrice si è opposta e la CTU ha detto che non erano necessari e il 21 di Giugno in un udienza la famiglia viene messa al corrente che Anna Giulia è stata collocata presso una famiglia affidataria e che stà bene e non chiede di loro! In tale udienza viene deciso di rivalutare i genitori di dar loro una possibilità con un percorso di 6 mesi dopodiché valuteranno se restituirla.

Queste decisioni però non vengono mai recapitate a famiglia e avvocato, passano mesi di silenzio da parte del TDM, fino ad arrivare al 14 ottobre giorno in cui vengono a sapere da una tv privata che il procuratore di Bologna Ugo Pastore stà indagando sul caso, non ci vede chiaro e si prende 6 mesi di tempo per valutare di restituire Anna Giulia. Dopo soli 4 giorni però il presidente del TDM Millo annuncia alla trasmissione ‘Chi L’ha Visto?’ la sentenza di adozione per Anna Giulia!

Anna Giulia Camparini compie 12 anni il 14 di Luglio 2017 – Dopo la prima Sentenza di Cassazione il caso, forse per la prima volta in Italia è stato riaperto ed è ripartito dal TDM… che nuovamente ha ignorato ogni prova e confermato l’adottabilità…! Anna Giulia è stata adottata e vive con una nuova famiglia…!

Modena, lì, 11 giugno 2019 Pregg.mo sig. Direttore Sua sede Oggetto: «Sappiamo dov’è Anna Giulia». I coniugi Camparini chiedono di rivedere la figlia, data in adozione anni fa, e di riaprire il procedimento. La psicologa che l’allontanò da loro è implicata nell’inchiesta “Veleno” Reggio Emilia (4 giugno 2019).

«Sappiamo dov’è Anna Giulia»: Gilda e Massimiliano Camparini hanno trovato la loro figlia, che non vedono da almeno otto anni, essendo stata data in affidamento a una coppia che risiede in una località che il Tribunale dei minorenni di Bologna ha tenuto segreta.

«Vogliamo rivederla, sapere come sta, se si ricorda di noi e che cosa le abbiano detto per convincerla a sopportare l’adozione e l’allontanamento dai suoi genitori. Ma vogliamo anche che si apra di nuovo il procedimento che ce l’ha vista strappare via: la psicologa che, montando accuse false contro di noi, ha convinto il tribunale a darla in adozione, è implicata nell’inchiesta “Veleno”» dichiarano i Camparini.

L’inchiesta dei giornalisti Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, pubblicata in sette puntate su Repubblica.it, è una docu-serie investigativa, che ricostruisce il caso dei “Diavoli della bassa modenese”: vent’anni fa, in provincia di Modena, sedici bambini tra i Comuni di Massa Finalese e Mirandola furono allontanati per sempre dalle loro famiglie, accusate di far parte di una setta di satanisti pedofili. Accuse dimostratesi infondate e che i bambini di allora, ormai adulti, svelano nata da dichiarazioni loro estorte. C’è chi ci è morto di crepacuore e chi si è suicidato e i bambini non hanno più rivisto le loro famiglie.

Dietro a tutto questo un gruppo di persone, sempre lo stesso, che sarà protagonista, dieci anni dopo, dell’incredibile vicenda di Anna Giulia Camparini. Al centro dell’inchiesta c’è infatti la psicologa Valeria Donati dell’Asl di Modena, successivamente responsabile di una struttura privata di Reggio Emilia, il CAB (Centro Aiuto al Bambino – Cenacolo Francescano), che ospitava bambini sottratti alle famiglie e successivamente dati in affidamento e adozione.

«Alla luce dell’inchiesta giornalistica, che svela inquietanti scenari, chiediamo che venga rivisto l’intero procedimento di Anna Giulia» commenta l’avvocato dei Camparini, Francesco Miraglia, «nato da una serie di errori clamorosi ammessi da tutti, dai Servizi sociali come dal Pubblico ministero, che si era persino opposto al decreto di adottabilità, tranne che dal Tribunale dei minorenni di Bologna».

Nonostante nel corso del procedimento dinnanzi allo stesso Tribunale fosse emerso come tutti i protagonisti di questa rocambolesca vicenda (l’avvocato tutore di Anna Giulia, il procuratore dei nonni materni che avevano osteggiato il rientro della bambina presso i genitori, e i coniugi affidatari) facessero parte di un sodalizio tra operatori nell’ambito reggiano ed emiliano, la cosiddetta Combriccola del Casale.

«E’ finalmente giunto il momento che si faccia chiarezza» prosegue l’avvocato Miraglia «e che questi due genitori possano tornare a riabbracciare la loro figlia, che ormai ha quasi 14 anni».

I genitori hanno presentato un esposto ai Tribunali di Milano, Reggio Emilia e Ancona, e ai Tribunali per i minorenni di Milano e Bologna, che a vario titolo sono entrati in questa vicenda. La vicenda di Anna Giulia Camparini, che l’avvocato Miraglia ha narrato nel libro “Papà portami via da qui!”, inizia da una perquisizione a casa dei genitori avvenuta nel 2007… si cerca della droga che non viene trovata, tutto viene archiviato, ma i Servizi sociali ritengono non idonea la sistemazione della bambina (la casa viene definita indecorosa, senza che, per altro, nessuno vi abbia fatto un sopralluogo), che viene quindi portata al Centro Aiuto al Bambino (gestito dalla psicologa Donati) e dal 2010 affidata a una famiglia sconosciuta.

Verrà adottata due anni fa. A niente sono valse le relazioni dei nuovi assistenti sociali e del pubblico ministero: il Tribunale dei minorenni non ha tenuto conto di nulla, se non delle dichiarazioni della psicologa Valeria Donati e del suo team. E una bambina curata e amata è stata strappata dai suoi genitori e affidata a degli estranei.